Riflessioni e considerazioni forse minori a margine di uno scambio di opinioni con l’onorevole Norman Gobbi

Talvolta – sarà già capitato a tutti – si ha veramente l’impressione forte e precisa che certe situazioni, eventi, incontri e fatti non avvengano per caso: in altre parole che non siano cioè il frutto di un capriccio o di un Dio minore che gioca a dadi con i nostri destini e le nostre strade!
Ieri, durante i lavori parlamentari, ho avuto modo di avere uno scambio di opinioni con il Consigliere di Stato Onorevole Norman Gobbi a margine della trattanda legata al Rapporto di attività della Commissione di sorveglianza delle condizione di detenzione per il periodo 2013-2014. Per inciso, peccato che ciò non sia stato riportato dai media occupati com’erano su altri fronti che – a mio modo di vedere – sarebbe stato molto più utile e dignitoso tacere, ma tant’è!
Nella fattispecie mi interessava affrontare con il Consigliere di Stato la questione dei carcerati con problematiche psichiatriche importanti e in grado di condizionarne non solo il loro futuro e il loro reinserimento sociale a fine pena ma, pure, la loro incolumità e quella altrui.
In quel mio breve intervento chiedevo all’onorevole Gobbi di voler pertanto favorire ed incentivare l’accesso al carcere di psichiatri e psicoterapeuti privati coinvolti nel processo di gestione della loro problematica esistenza e contribuire così all’ elaborazione dei loro conflitti unitamente alla loro (da tutti auspicata) riabilitazione psicosociale.
Allo stesso tempo chiedevo al Consigliere di Stato di voler finalmente prendere seriamente in considerazione – in quest’ottica – anche l’annoso problema della psichiatria forense in Ticino (attualmente. purtroppo, affidata provvisoriamente ad un’istituzione universitaria fuori Cantone).
Ora, le risposta dell’On. Gobbi sono state chiare e rassicuranti.
In pratica egli ha confermato che il suo Dipartimento si sta attivando per favorire questo tipo di collaborazione fra il Carcere e gli psichiatri privati alfine di migliorare la presa a carico di questi soggetti che – non dimentichiamo – sono anche e soprattutto dei pazienti psichiatrici gravi. Inoltre egli ci ha rassicurato sull’importanza di poter disporre di un servizio di psichiatria forense in Ticino … a patto che (e come non dare qui ragione a Gobbi!) in Ticino ci si attivi in tal senso attraverso iniziative, proposte e progetti che vogliano assumersi questo delicatissimo quanto importantissimo compito di valutazione, aiuto, consulenza, assistenza ad operatori psichiatrici, operatori attivi in carcere, operatori sociali. magistratura, ecc. nella gestione continua, lucida, responsabile e ineccepibile di questi casi sul piano clinico, medico, forense, penale e legale.
Messaggio ricevuto …. mi attiverò in tal senso.
Di sponda ecco però un’altra informazione che ho letto proprio ieri sui quotidiani italiani e che, a ben guardare, ha una relazione anche con quanto appena sopra detto.
L’informazione riguarda il Caso della Signora Franzoni … il delitto di Cogne, ricordate?
Beh. riassumendo, la signora Franzoni era stata ritenuta colpevole dell’omicidio del figlio e condannata a 16 anni. La signora non ha però mai riconosciuto la sua colpevolezza o, meglio, la paternità del gesto! Un famoso e autorevole collega psichiatra aveva giustamente detto – in tempi non sospetti – che la signora doveva essere ritenuta pericolosa e a rischio di recidiva proprio perché incapace e/o impossibilitata a elaborare e riconoscere la propria responsabilità e, in definitiva, la verità soggettiva e storica che la riguardava e la riguarda. Concetto questo chiarissimo e fondamentale in psicopatologia. Ora però ecco che ora un altro psichiatra si arroga il diritto di affermare che anche se la signora Franzoni non ha mai ammesso la sua colpa ciò non le impedisce alla stessa di poter beneficiare della semilibertà (libertà vigilata)! In tal modo ora, grazie a questo parere scellerato, la signora Franzoni potrà beneficiare di questa libertà vigilata perché. a dire di questo psichiatra, ella non è più pericolosa! Miracolo?
Non voglio dilungarmi oltre ma, evidentemente, qui l’improvvisazione e il pressapochismo regna sovrano.
Ecco, e concludo, questo è il legame di cui prima si diceva, e cioè il fatto che non dovremmo mai giungere a questi livelli in Ticino per quanto riguarda la gestione, la cura, la tutela e l’esecuzione delle pene di questo tipo di soggetti … e in tal caso la psichiatria forense dovrebbe cominciare anche in Ticino a trovare dignità. ascolto e spazio affinché non si arrivi mai a situazione simili che sono la negazione non solo delle istituzioni ma anche della psichiatria, della dignità e della tutela dei pazienti e quella della popolazione e della società.

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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