“C’è una sedia da sempre nella fila davanti riservata per noi commedianti”, canta Angelo Branduardi sul testo di un impareggiabile Giorgio Faletti, per sottolineare come l’individuo sia protagonista e spettatore nello stesso tempo, ma sempre padrone del proprio destino. “Il dito e la luna”, così si intitola questo componimento, distingue tra l’artista, che vive veramente e guarda la luna, e “chi ha solo assistito”, il quale osserva, invece, il dito che la indica. Mentre la luce scende, il sipario cala, e “si consumano la corda e la tela”.

 

Nella mia vita professionale, di psichiatra e psicoterapeuta, ho sempre invitato i miei pazienti a lasciare il loro ruolo di osservatori passivi e disillusi per tornare ad essere ciò che siamo dalla nascita: protagonisti assoluti di un’esperienza fantastica quale è la nostra esistenza. Non credo nel destino al di fuori di quello che si autodetermina nelle nostre scelte. Non credo che esistano persone di Serie A o di Serie B. L’uomo, in tutta la sua essenza, è sempre stato e rimane al centro del mio viaggio. Proprio i miei studi mi hanno portato a comprendere i meccanismi della psiche umana: perché siamo fatti in un certo modo, cosa determina le nostre decisioni, come possiamo vivere bene, come possiamo uscire da situazioni complesse e tristi.

 

Sono arrivato ad una conclusione fondamentale: possiamo tutti essere felici, ma la vita è un mare agitato e spesso ci porta altrove, impedendoci di raggiungere i nostri approdi ideali. Bisogna recuperare la rotta e, per farlo, servono capitani coraggiosi, citando Kipling, ma anche timonieri, navigatori, semplici marinai, mozzi. Mi sono speso per aiutare donne e uomini a migliorare la loro vita. Lo faccio tutti i giorni nella nostra struttura psichiatrica di Bellinzona, la My Way Services (già Centro Indipendenza), dove, oltre a interagire con gli utenti, svolgo la carica di Direttore. Ho cercato di imparare in continuazione e di mettere a disposizione le mie conoscenze a tutti coloro che intraprendono un percorso accademico uguale o simile al mio. Sono presente in associazioni filantropiche e di volontariato, oltre che di categoria. Quando ho deciso di dare uno slancio in più alla mia vita e di fare realmente cose più grandi, sono entrato in politica, venendo così eletto nel parlamento cantonale e inserito in Commissioni scolastiche e sanitarie.

 

Questo blog rappresenta il mio tentativo di dare una voce ordinata e coerente alle numerose attività intraprese e agli incarichi da me ricoperti. In questo spazio esprimo sempre me stesso, nei miei pregi e nei miei difetti. Me come uomo, in sintesi. Parlo, dichiaro, affermo, a volte mi impunto e mi arrabbio, ma sempre nell’ottica di un dibattito aperto a tutti coloro che vogliono partecipare; confrontare le idee è alla base della nostra crescita e del nostro miglioramento.

Se avete avuto la pazienza di leggermi fin qui, vi chiederete, allora: chi è Orlando Del Don?
È un uomo felice, sposato, padre di tre figli. Lavoratore instancabile nella vita pubblica, rilassato e attento nella vita privata. Con la voglia di non scendere mai dal palcoscenico, da condividere con chiunque voglia salire per rappresentare, insieme, la nostra pièce.

Pin It on Pinterest