Quando il potere è dato a persone psichicamente “disturbate”: pericoli e derive da scongiurare … se possibile!

Quando ci viene riportato tutti i giorni dai media – relativamente agli abusi di potere in politica (ma non solo!) – ci deve preoccupare. Spero vivamente che ciò abbia ancora il potere di preoccuparci e allarmarci e che non si sia oramai instaurato il pericoloso fenomeno dell’assuefazione e dell’indifferenza!
Senza voler fare di questo mio breve contributo un trattato sui disturbi della personalità che possiamo trovare in uomini di potere che, magari, hanno anche responsabilità politiche, voglio cionondimeno portarvi l’esempio di un dei più frequenti e oramai consolidati disturbi di personalità che sembrano andare per la maggiore (anche in ambito politico): il disturbo di personalità narcisistico!
“La personalità narcisistica infatti – come è stato evidenziato da molti studiosi come Rosenfeld, Mancia e Rocchini – presenta una scarsa capacità di valutazione della realtà, appare come facilmente manipolabile per il suo eccessivo bisogno di attenzione e di ammirazione, non sopporta situazioni in cui è messa in discussione la sua persona ed il suo operato, non ha il senso di responsabilità ed ha difficoltà a prendere decisioni proprio perché potrebbero rivelare la sua incapacità.
Questo in breve.
Ma, allora, ci dobbiamo chiedere, come mai queste persone, immature dal punto di vista psicologico, godono di attenzione, ammirazione e consenso, tanto da essere ritenute capaci di svolgere funzioni sociali e politiche impegnative?
Il sapere psicoanalitico ha saputo mettere in evidenza quei meccanismi molto primitivi – a livello inconscio – che si mettono in moto ogni qualvolta si formino dei gruppi, delle istituzioni sociali e dei partiti.
Si tratta di dinamiche di gruppo o , per dirla con Bion, di assunti di base legati ai funzionamento sociale dei gruppi.
Nello stabilire un rapporto con la vita emotiva del gruppo, le persone disturbate dal punto di vista psicologico in quanto o incapaci di contatto con la realtà, di contenimento delle emozioni, di sopportazione delle frustrazioni o intolleranti al cambiamento, riattivano le stesse ansie nevrotiche o psicotiche, insorte nelle primitive relazioni affettive con la figura materna e l’ambiente. Tali persone assumo, infatti, atteggiamenti regressivi di lotta e fuga nei confronti di un nemico esterno da attaccare e dal quale difendersi, oppure un atteggiamento di attesa di un salvatore futuro, oppure ancora di dipendenza acritica ed infantile. Risulta meglio comprensibile, come in queste persone, psicologicamente immature, scattino dei meccanismi difensivi nel momento della scelta di propri rappresentanti nelle istituzioni sociali e politiche. In questi individui esiste una sollecitazione interna a delegare delle persone che manifestano accentuate forme di megalomania, di sadismo, di ossessività e altro, al mero fine inconscio di delegare anche il governo e il contenimento delle proprie parti di Sé megalomaniche, sadiche, ossessive, nevrotiche o psicotiche, come prima si è accennato”.
In altre parole, il meccanismo sembrerebbe funzionale al sistema inconscio … proprio delle persone più fragili da questo punto di vista, e che pertanto identificano, promuovono ed eleggono proprio quegli individui che meglio incarnano e rappresentano “parti di loro”!
La questione di fondo, però, è un’altra!
Non dobbiamo infatti chiederci come evitare quello che appare come altamente probabile e, quindi, poco o punto evitabile,
Dobbiamo piuttosto prendere coscienza di ciò, tutti noi, e di come – a seguito di questa presa di coscienza – possiamo allora meglio gestire e correggere tutto ciò.
Insomma, la consapevolezza, la partecipazione, la condivisione, il confronto, il lavoro in gruppo, e tutti i feedback che ne derivano rappresentano in questo caso la garanzia del buon funzionamento del sistema. A ciò si aggiungono l’informazione … talvolta un buon psicoanalista … e naturalmente – se abbiamo capito quanto sin qui detto – evitare di dar credito ai solisti della politica, agli One-man-show, ai fondatori di movimenti, partiti/paritini e partituncoli espressione di un-sol-uomo-al-comando, ai partiti/partitini fatti su misura per il Leader!
Per chi vuole capire, questo basta e avanza.
Non abbiamo però parlato dei pericoli e delle derive … che cionondimeno lascio ai lettore immaginare: anzi, lascio loro elencare e descrivere dopo aver dato una scorsa ai giornali o aver ascoltato un telegionrnale. Un buon esercizio critico … da fare di tanto in tanto. Per non perdere il senso della misura, il rapporto con la realtà e con il senso di responsabilità … talvolta anche per non cadere nel patetico e nel ridicolo!

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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