A proposito di criminalità in Ticino … e di corretta informazione giornalistica!

Riprendo un articolo pubblicato venerdì 23 maggio su La Regione – a cura della redazione (sic!) – per rettificare tutta una serie di errori, imprecisioni e pregiudizi … affinché al cittadino giungano solo informazioni corrette e attendibili.
L’articolo in questione commentava la risposta del Consiglio di Stato a due mozioni parlamentari con la quale si chiedeva, fra l’altro, la creazione di un OSSERVATORIO DI CRIMINOLOGIA E VITTIMOLOGIA in Ticino.
L’estensore (anonimo) del commento de La Regione si focalizzava unicamente sulla mia persona e sull’UDC (evidentemente a lui sgraditi!) e, già a partire dal titolo ma – ancor più – nell’occhiello e nel testo, egli si profondeva in commenti e riferimenti del tutto falsi, scorretti e tendenziosi.
Ora, bisogna subito dire che il messaggio del Consiglio di Stato in oggetto faceva riferimento a due specifiche mozioni: una mozione dell’UDC e una dei Verdi.
Inoltre il messaggio in oggetto – a comprova che la nostra mozione UDC non era campata in aria – in diversi passaggi metteva in risalto le misure messe in campo per “contrastare il fenomeno della delinquenza”.
La cosa più interessante però stava nel fatto che nel suo Messaggio il Consiglio di Stato non appariva per nulla ostile alla creazione di un Osservatorio di criminologia e vittimologia come da noi auspicato, immaginando finanche la possibilità di “creare un tale Osservatorio all’interno di un istituto accademico in modo da garantirne il valore scientifico grazie al lavoro di ricerca e di analisi in piena autonomia, arricchito dalla condivisione intellettuale e dallo scambio di esperienze”.
A complemento di ciò aggiungerei poi, ancora, quanto più avanti riportato nella risposta del Consiglio di Stato alla nostra mozione, e cioè, cito:
“Di transenna per completezza riteniamo doveroso menzionare un progetto all’esame da parte della SUPSI, la quale sta pianificando l’attivazione di un modello concettuale di analisi nell’ambito delle frodi economiche per comprendere i fenomeni con i quali si è confrontati quotidianamente e ai quali si vuole far fronte con un approccio analitico-metodologico multidisciplinare che in futuro potrebbe trasformarsi in Osservatorio”.
E, infatti, nella conclusione del messaggio, ecco poi cosa riporta il Consiglio di Stato in risposta alla nostra mozione:
“La creazione esplicita di uno strumento come quello dell’Osservatorio, inteso come una struttura da aggiungersi a quanto esistente, potrà per conto essere considerata unicamente nell’ipotesi di un sostanziale risanamento delle casse dello Stato”.
Questo è quanto!
Senza voler ora entrare in sterili polemiche con La Regione, lascio ai lettori ogni ulteriore considerazione e riflessione.
Un ultimo commento però mi sento di fare.
Nella mia mozione avevo indicato che un Osservatorio di criminologia e vittimologia in Ticino si sarebbe potuto realizzare facilmente e agilmente con le risorse che già avevamo – e abbiamo! – e quindi a costo zero! A differenza di altri Osservatori che in Ticino non fanno certo difetto: si pensi solo – come riportato anche nel messaggio in oggetto – all’Osservatorio della vita politica! E si pensi solo – a titolo esemplificativo (e per tacere delle rapine a mano armata!) – per quanto riguarda solo Bellinzona, ai due gravissimi episodi criminali di pedofilia che hanno funestato e stanno funestando la nostra società e tanti, tantissimi giovani e giovanissimi, assieme ai loro famigliari!
Se tutto ciò non inquieta e non preoccupa LaRegione, beh, questo è affar suo.
Se però il Consiglio di Stato ritiene le mie/nostre preoccupazioni fuori luogo, beh, allora ammetto che il nostro atto parlamentare non avrà vita facile, ma cionondimeno non cambierò di certo la mia opinione e il mio impegno politico e professionale a tutela della popolazione vittima della criminalità nelle sue più diverse declinazioni e sfaccettature.
A mo’ di epilogo – e poi concludo davvero – colgo l’occasione per informare gli organi di stampa (Regione compresa) che in questi giorni ho inoltrato alla segreteria del Gran Consiglio la richiesta formale affinché la nostra mozione (UDC) sia ora trasmessa ad una commissione parlamentare!
Affaire è suivre, dunque.
Ringrazio per la corretta e integrale divulgazione di questo mio scritto che La Regione vorrà impegnarsi a rispettare.

Osservazione:
Il testo suesposto è stato trasmesso alla redazione de La Regione in data 23 maggio 2015. Ad oggi (26 maggio) non ho visto pubblicato la mia replica sul suddetto giornale.
Informo inoltre i lettori che domani, 27 maggio, sarò presente ad un dibattito televisivo (PIAZZA DEL CORRIERE, Teleticino) dove si discuterà di pedofilia, in compagnia di Nicola Respini (procuratore pubblico capo), Roberto Sandrinelli (Divisione azione sociale DSS) e Marco Mombelli (commissario della sezione Reati contro l’integrità della persona).

1 commento

  1. Rolf Casali

    Ma cosa penso! Esiste già un centro cantonale psicologico per problemi diversificati e anche di natura privata, in riguardo alle eventuali vittime di casi criminali, nella quale vengono soccorsi in loro aiuto. Come in quel famoso caso successo parecchi anni or sono nel cantone Ticino. Facendo strage di persone, collegate al suo ambiente di lavoro. In fine suicidatosi in carcere. Secondariamente visto le casse finanziari. Tutto questo nel tempo evolutivo comporterà delle spese supplementari.

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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