Il problema della relazione fra psichiatria ed esorcismo

La questione della relazione fra possessione demoniaca, esorcismo e psichiatria.

Un problema risolvibile?

 Il problema e dell’Esorcismo (legato alla Possessione demoniaca)  è secolare e anche ai nostri giorni le richieste di queste pratiche non mancano. Anzi sembrano vieppiù aumentare nel tempo! La cosa preoccupa perché questo è un sintomo del grave disagio che serpeggia nella nostra società e cultura. Ma non solo. Preoccupa ancor più perché sintomo della scarsa conoscenza e consapevolezza che il cittadino medio ha del problema e del modo in cui si possono e si devono affrontare simili questioni di fondo. Del problema cioè dei meccanismi psicologici, psicodinamici ed psicoantropologici che lo sottendono: laddove addirittura anche molti specialisti del settore – per non parlare delle Istituzioni stesse – sembrano da questo punto di vista ignoranti o carenti delle necessarie cognizioni e attitudini mentali ed intellettuali per gestire il problema. Uno scenario preoccupante ed inquietante, dove regna molta confusione e ambiguità. Scenario alimentato ancor più da tutta una serie di personaggi inquietanti quanto inqualificabili che, con le loro proposte e offerte, si offrono e si propongono con una sicumera e una determinazione che lascia basiti! Personaggi, questi, incredibili e cionondimeno popolari; guaritori, maghi, sacerdotesse, indovini, guru, “terapeuti” di varia e raccogliticcia formazione, e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò ha dell’incredibile … nella nostra società cosiddetta dell’immagine e della comunicazione (ma sarebbe meglio dire della disinformazione e della falsificazione); inevitabile quindi che ad un certo momento scenda in campo – per acclamazione – anche la figura dell’Esorcista!

Ma a chi o a che cosa dobbiamo attribuire la responsabilità di tutto ciò?

Francamente – bisogna dirlo – alla psichiatria stessa, alle Istituzioni (Stato e Partners sociali) e ai media, soprattutto ai nuovi media.

Tutti incapaci e/o disinteressati dall’impegnarsi nel fare opera di sensibilizzazione ed informazione, così come responsabili delle derive oscurantiste che caratterizzano il fenomeno. Senza contare che le Istituzioni, i partners sociali e – in parte – la psichiatria, hanno contribuito a squalificare la disciplina stessa dello psichiatra e la sua scienza; anzitutto non riconoscendole – e non avendo avuto la forza di attribuirsi –  il ruolo fondamentale che essa svolge e dovrebbe svolgere nella società. In particolare poi una pesante responsabilità se la devono assumere i partners sociali e le istituzioni dello Stato che hanno progressivamente appiattito la psichiatria, riducendola a mera dispensatrice di trattamenti “di piccolo cabotaggio”: una forma cioè di medicina del cervello (piuttosto che della mente) che si è progressivamente appiattita a dispensatrice di farmaci, cure brevi, interventi psico-sociali e cognitivo-comportamentali nonché a disciplina dispensatrice di precetti e ricette di buon comportamento che non rispondono più alle nuove e profonde necessità e bisogni dei pazienti. E gli psichiatri stessi – purtroppo – hanno in buona parte permesso che tutto ciò avvenisse con l’accettazione passiva e remissiva di ogni forma di diktat sociale e normativo che negli anni sono giunti loro da più parti: Assicuratori malattia, Assicurazioni sociali, Stato, Associazioni di categoria, Codici diagnostici internazionali (DSM e ICD), Scuole di medicina e Scuole di specializzazione in ambito psichiatrico e psicoterapeutico, ecc.

E si, perché se il diavolo/demonio non esiste nelle forme che l’esorcismo suppone, esiste però il Male con la emme maiuscola. Il male nelle forme più inquietanti e oscure, malefiche, perniciose, terrifiche e inquietanti! Si pensi a questo proposito a tutte le forme di dipendenze coatte che avviliscono e mortificano l’Uomo, alle forme estreme di Male che gli uomini esercitano su altri uomini, donne e bambini (stupri, violenze, uccisioni, perversioni, sadismo, masochismo, pedofilia, pornografia estrema, ecc.) Evidentemente, tutto cio – nella nostra società contemporanea – appare ancor più estremizzato ed esaltato dai nuovi media e dai modelli di comportamento sociale coatto imposto dal sistema e dal venir meno delle differenze e dei confini (sociali, psicologici, esistenziali, etico-morali, di genere, generazionali, ecc.) che storicamente avevano in parte tutelato i potenziali pazienti.

Modificazioni queste che favoriscono indubbiamente la deresponsabilizzazione, i vissuti nonché i tratti di immaturità che portano molte persone a cercare soluzioni miracolistiche o magiche piuttosto che ad approfondire il loro dolore/errore esistenziale e psicologico attraverso la conoscenza di se e il confronto con professionisti seri in grado di guidarli nel loro percorso di crescita, rinnovamento e guarigione.

A questo proposito molto resta ancora da fare in Ticino per migliorare l’informazione, la prevenzione, la formazione e l’offerta di cure adeguante in riferimento a queste forme cliniche complesse che – comunque ed in ogni caso – sono e fanno riferimento a situazioni psicopatologiche che non hanno nulla di trascendentale, demoniaco o misterioso. Situazioni che si possono adeguatamente trattare con un rigoroso approccio psichiatrico e psicoterapeutico di tipo analitico.

A questo proposito vorrei infine segnalare, come primo contributo alla conoscenza e alla divulgazione scientifica di qualità (che afferiscono indirettamente a queste tematiche), due libri che ho da poco curato e pubblicato e che sono:

Lo Sguardo del Male. Lino Rossi e Orlando Del Don. Edizioni Borla, 2012

Storia della follia e del suo trattamento. A cura di L. La Stella. Prefazione di Orlando Del Don. Edizione Aracne, 2013

Tanto per incominciare a far conoscere le cose da un punto di vista responsabile, consapevole e rigoroso e tanto per non ingannare – ancora e sempre – i nostri pazienti, i cittadini e tutte le persone che hanno bisogno del nostro aiuto e della nostra consulenza professionale.
Una mia intervista sull’indro

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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