Il futuro sociale, culturale e politico del Ticino

Articolo di ORLANDO DEL DON pubblicato sul Corriere del Ticino in data 21.11.2014

Un’iniziativa popolare supportata da dodicimila firme, ottomila delle quali raccolte in soli otto giorni, in Ticino dovrebbe fare notizia. Non solo a livello di mass media ma, pure, per il nostro sempre più distratto Consiglio di Stato. Ebbene sì, stiamo parlando dell’insegnamento dell’educazione civica nelle nostre scuole, materia e argomento, questi, che non sembrano molto graditi a molti politici e non solo.

Per chi siede in Consiglio di Stato non dovrebbe essere particolarmente arduo capire, anche alla luce della discussione sul volontariato che si è tenuta pochi giorni fa in Gran Consiglio, che si tratta di un tema sentito e centrale nell’impianto educativo e formativo dei nostri giovani. Tanto più che, come già aveva a suo tempo sottolineato il principale promotore dell’iniziativa, il Dr. Alberto Siccardi, sono i giovani stessi a chiederla a gran voce. Proprio così: a gran voce. Per i San Tommaso di professione, l’indagine promossa dalla SUPSI nel febbraio 2012 potrebbe essere di grande utilità. Si scoprirebbe così che, non di rado, i nostri giovani hanno qualcosa da insegnare a noi tutti. E non viceversa. Inoltre, vale la pena ancora ricordare che pochi mesi orsono, nel corso del quattordicesimo “Consiglio cantonale dei giovani”, l’insegnamento della civica è stato uno degli argomenti posti sul tappeto dai partecipanti.

Ma – con tutto ciò – il nostro Consiglio di Stato che fa? Fa finta di niente, ecco, cosa fa. E questo è a dir poco sconsolante e preoccupante.

Mostrare tanto disinteresse (per non dire fastidio) nei confronti di questo genuino e intenso desiderio di conoscenza, da parte dei nostri giovani, per i meccanismi che regolano la società in cui viviamo, appare a tutti gli effetti una scelta miope e inquietante.

L’insegnamento della civica nelle nostre scuole dovrebbe essere infatti tutelato, difeso e promosso come strumento formativo cardine sul quale erigere l’architrave della nostra stessa libertà e autonomia in quanto individui e cittadini responsabili e consapevoli. Scusate se è poco ma, per capire ed integrare fattivamente le dinamiche e l’essenza stessa della complessa struttura sociale in cui viviamo noi tutti, la civica è necessaria e vitale come l’aria che respiriamo.

In tal senso la conoscenza delle basi e dei principi che regolano i diritti e doveri che sono stati e sono tutt’ora alla base della nostra democrazia, del nostro stato di diritto e della nostra “svizzeritudine”, costituisce di fatto anche uno strumento per mettere i paletti intorno ad alcuni elementi estranei alla nostra democrazia, alla nostra cultura e alla nostra libertà. Come ad esempio il “centralismo politico” (e non solo quello burocratico/amministrativo), l’imposizione di norme a noi invise e incongrue, l’asservimento a poteri estranei e lontani ma al contempo forti e autocratici e, ancora, l’assoggettamento e lo svilimento del nostro essere cittadini liberi, responsabili e indipendenti con il subdolo passaggio da uno stato di cittadinanza ad uno stato di sudditanza!

E si potrebbe continuare.

Eppure, l’atteggiamento dell’Esecutivo cantonale e di non poche forze politiche nei confronti dell’insegnamento della civica appare ancora e sempre impostato ad una forma diffidenza se non di vero e proprio ostracismo.

Non si tratta però di un atteggiamento casuale. Tentennamenti, distrazioni e propensione all’oblio per un’iniziativa vista come scomoda (e pericolosa), come pure certe risibili giustificazioni come quella con la quale si vorrebbe sdoganare la tesi che le ore di civica ci sarebbero già, anche se disperse e annacquate in diverse discipline, tutto ciò testimonia in realtà il disappunto se non il timore nei confronti di una peculiarità cardine del nostro essere Svizzeri: la democrazia diretta. Un diritto e un esercizio di democrazia che tutto il mondo ci invidia ma che, in Svizzera, è da tempo oggetto di attacchi tanto subdoli quanto violenti da parte di chi ci vorrebbe asserviti e sudditi dell’Unione Europea.

Nella psiche dell’Uomo e in politica nulla accade per caso. Fortunatamente anche moltissimi giovani l’hanno capito prima di tanti sedicenti intellettuali e maestri di pensiero, di tanti opinionisti e politici navigati.

Orlando Del Don

Capogruppo UDC in Gran Consiglio

Bellinzona, 11 novembre 2014

1 commento

  1. Rivo Cortonesi

    Se nella civica si insegna che pagare le tasse è un dovere preferisco che non la si insegni.
    Disponibile, quando vuoi, su questo tema ad un confronto pubblico.

    Saluti,
    Rivo Cortonesi

    Rispondi

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Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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