EXSTASIA: qualche pacata riflessione in margine alla Fiera del sesso (o del porno) di Lugano

Nel bel mezzo delle polemiche e delle diverse prese di posizione a margine della Fiera del sesso (o del porno) EXSTASIA mi permetto di fare le seguenti riflessioni che hanno unicamente lo scopo di spostare il confronto dal campo dei diritti alle diverse forme di intrattenimento a quello della nostre (di tutti) forme di essere in quanto soggetti dotati di libero arbitrio e di senso. Ogni tanto – soprattutto quando si presentano queste occasioni – è un salutare e tonificante esercizio mentale che non preclude le opzioni e le inclinazioni di nessuno. Ma, soprattutto, non sono e non devono essere foriere né di meraviglia né tantomeno di giudizi morali o moraleggianti.

Fra moralismo e immoralità – Vi saranno certamente quelli che vorranno riportare il focus del discorso sul campo minato e sterile del confronto fra moralismo e immoralità o fra conservatori e progressisti, oppure ancora fra tradizionalisti e sperimentalisti … magari, ancora, fra libertini e puritani! Per carità, lasciamo da parte tutto questo, che non ha nulla a che vedere con la riflessione che vi voglio proporre. Come diceva Totò, infatti, siamo tutti uomini (e donne) di mondo!

Fra Lifestyle, erotismo e pornografia – Fatta questa premesse vediamo di cosa si tratta. Una grande fiera del sesso (o del porno) che viene promossa come fiera del Lifestyle e dell’erotismo … a Lugano … in uno spazio che la città affitta agli organizzatori. Si tratta dell’ennesima edizione e, pertanto, niente di nuovo sotto il sole, neanche quest’anno … ma – a ben guardare – che cosa vi potrà mai essere di nuovo in una lucrosissima e millenaria attività come quella che ruota attorno al sesso, all’eros e al porno? Niente.

Un flusso continuo di immagini esplicite, iperreali – Siamo infatti tutti – bambini compresi – immersi quotidianamente di immagini erotiche e pornografiche … e lo siamo a tal punto che oramai tutto ciò si è insinuato nel nostro vivere quotidiano, e quasi non ci meravigliamo oramai più di niente. Questo ci dovrebbe far riflettere e ci dovrebbe permettere di formulare una questione di fondo: “Ma l’essere umano è proprio oramai così scontato? prevedibile? massificato e coatto nelle sue possibilità esistenziali, nei suoi desideri?”. Infatti – quando pensiamo a tutto ciò – tra i grandi segnali da tenere in debito conto bisogna evocare la fluidità dei consumi, e di quelli in rete in particolare, consumi che hanno fatto crescere esponenzialmente alcune derive come il gioco d’azzardo e le pratiche pornografiche. Si tratta di fenomeni dissipativi che, per loro natura, assumono sempre più connotati aggressivi e violenti nei confronti dei valori sociali … ma che, soprattutto, sono però al contempo sempre meno in grado di contenere il desiderio dei “consumatori” stessi.

Di questo dobbiamo infatti essere consapevoli … almeno un po’. Infatti queste modalità di utilizzo dell’immagine e del corpo femminile sfruttati come richiamo erotico e le sue componenti pornografiche ha necessariamente delle ricadute sui rapporti interpersonali e sociali. In particolare ciò conduce a idealizzare le forme e i contenuti per catturare le nostre emozioni e i rapporti con i nostri inesausti e perennemente frustrati fantasmi che perseguono gli ideali passivi della macchina pornografica o desiderante perfetta! E qui deve sorgere una seconda riflessione … quella dei possibili legami fra pornografia e violenza.

La promozione pianificata della domanda – Oramai però il mercato del sesso, dell’erotismo e del porno è lanciatissimo e con il lasciapassare della libertà di espressione si sdogana tutto (o quasi!), anche perché gli interessi economici che stanno dietro a tutto ciò sono enormi e i sistemi organizzati per promuovere e pianificare la domanda sempre più esigente e performante è oramai ben oliata. Altra riflessione necessaria: con queste premesse il porno vivrà, evidentemente, per la gioia del desiderio perennemente inappagato dei pornoconsumatori ma, soprattutto, dell’industria del porno.

Che rapporti con l’osceno, con l’erotismo, con l’etica e l’estetica, con il sociale? – Però, in fondo in fondo, se analizziamo bene il fenomeno in quanto tale dobbiamo aggiungere che … il porno non ha a vedere direttamente con l’osceno (l’occhio essendo concentrato su un particolare, un dettaglio del quale il fruitore si aspetta quello che lo potrà soddisfare in assoluto e, quindi, mai!) e neppure con la dialettica dell’erotismo (l’organo e i suoi dettagli bastano e non chiedono altro), né con l’estetica e neppure con l’etica (niente rapporto tra forme e/o tra comportamenti, essendo l’interesse centrato sul dettaglio dell’organo iperreale e performante avulso da tutto il resto), e quindi neppure con le politiche e con le ideologie. In tal senso il porno non ha neppure a vedere con la società! Ovvio … è un fatto iperprivato che misconosce la società. Le immagini infatti trasformano lo spettatore in OGGETTO passivo, sospeso nel gioco di osservare senza dover assumere alcuna posizione soggettiva e/o responsabilità.

L’Erotismo degli altri … e oltre! – Come diceva Alain Robbe-Grillet; “La pornografia è l’erotismo degli altri”. Forse ai suoi tempi, si. Al giorno d’oggi la pornografia è ben altro!

E allora?

Il mio modesto parere personale, personalissimo – Beh, permettetemi di esprimere a questo punto il mio modesto parere a proposito di questa Fiera. Manifestazione di dubbio gusto che, cionondimeno, ci dovrebbe permettere di fermarci un attimo per riflettere intorno ai nostri desideri, al nostro inconscio, a chi noi non siamo (ancora) e a come tante, troppe volte, siamo solo oggetti scontati, o soggetti desideranti che – sulla via del porno – mantengono inesausto il turgore del loro insoddisfatto bisogno di andare oltre, oltre il limite, oltre il pensabile, oltre il possibile … oltre il desiderabile … oggetti asserviti al mercato del porno che ha capito sin troppo bene come sfruttare le debolezze e le frustrazioni di molti!

Il labirinto del porno – E con ciò, sia chiaro, senza alcuna velleità moralistica da parte mia (dal momento che al giorno d’oggi nessuno si scandalizza o si sorprende più di niente, talmente siamo bombardati di immagini e proposte). Semplicemente però è bene chiamare le cose con il loro giusto nome e quindi non lasciamoci incantare da questi balocchi e da queste giostre luccicanti e ammalianti che in quanto tali non danno alcun interesse a nessuno dei cosiddetti fruitori i quali rimarranno ancora e sempre con il loro desiderio inesausto e insoddisfatto e pronti a nuove indagini e scoperte in un circuito segnato e obbligato da dove non vi è un punto di arrivo finale e neppure una via d’uscita alternativa … ma solo delle aree di sosta!

Alcuni politici  – Un’ultima osservazione. Alcuni politici luganesi si sono espressi favorevolmente a proposito della Fiera. Uno di loro ha avuto l’accortezza di farlo a titolo personale … Forse nella speranza che le disastrate casse della città possano trarre qualche vantaggio da tutto ciò, passando sopra a ogni altra considerazione di buon senso, di buon gusto, di opportunità e di lungimiranza? Mah, posso personalmente solo dire che, in certi casi, sarebbe buona cosa stare zitti … ma, evidentemente, questa è un’operazione che che richiede un grado di autocritica e di capacità di riflessione che evidentemente sembrerebbe troppo onerosa dal punto di vista psicologico.

Yor Milano – Certo che fanno ridere certe accuse di queste settimane al grande Yor Milano, la cui ultima commedia dialettale è stata bocciata perché sessista! E giudicata quindi inadatta al pubblico della RSI che in quanto tale – ma guarda un po’ – va tutelato da “certe cose” che, nella fattispecie, si limitavano a uno scambio di battute goliardiche e spassosissime fra i generi (maschile e femminile, per intenderci).

In quanto ad iperboli, ipocrisie, paradossi e opportunismi a geometria variabile il nostro Cantone non è secondo a nessuno, mi verrebbe da dire!

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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