Criminali pericolosi: l’irresponsabilità delle nostre istituzioni!

La notizia è di questi giorni: il Tribunale federale non ha confermato una decisione di un’istanza giudiziaria cantonale che decretava l’internamento a vita per un assassino particolarmente pericoloso. Non è la prima volta che il Tribunale federale agisce in questo modo: e questo è particolarmente grave e preoccupante.
L’alta corte di Losanna ha sentenziato che può essere internato in modo perpetuo solo colui che non può essere sottoposto a trattamento rieducativo. E sin qui tutto bene.
La questione di fondo sta però a monte. Chi è il criminale violento rieducabile?
E chi sono gli specialisti che stabiliscono la sua rieducabilità?
Qualcuno non ha ancora in chiaro – periti, giudici e magistrati – un assunto scientifico di fondo che regolarmente viene eluso o disatteso. E cioè il fatto che criminali che commettono brutali assassini sono nella maggior parte dei casi sani di mente. Non essendo malati psichiatrici e, quindi, non essendo malati, non necesitano (e non traggono giovamento) di alcun recupero di nessun tipo, rieducativo o altro. Pertanto non ha alcun senso questo eccesso di garantismo a tutela di criminali particolarmente efferati, brutali, pericolosi, recidivi.
Di fatto delle due l’una: o un criminale è considerato malato di mente e, quindi, irresponsabile e inetto a valutare la realtà e gestire le sue pulsioni, e allora necessita di un trattamento adeguato, riabilitativo o altro; o allora non è un malato di mente, e quindi è responsabile fino in fondo del suo gesto, capace di valutare la realtà e gestire le sue pulsioni, e in questo caso non necessita evidentemente e necessariamente di alcun trattamento e deve essere sin da subito internato a vita.
E’ pertanto oltremodo preoccupante questo orientamento del Tribunale federale che difende un garantismo ad oltranza e che non tutela le vittime e la cittadinanza tutta, ma che si limita a tutelare criminali pericolosissimi e responsabili dei loro atti! Anzi, no! Non tutela nemmeno questi criminali che, in tal modo, non traggono alcun giovamento dai trattamenti rieducativi e li espongono così a rischi elevati di recidiva!
Questa è solo dabbenaggine (mi scuso, ma non trovo altri termini “politicamente corretti”) elevata alla sua ennesima potenza!
Interessanti appaiono i commenti – a margine di questa notizia – da parte di un ex investigatore della nostra polizia cantonale che, in uno suo scritto al proposito, faceva riferimento a questi casi e, in particolare, al caso del sadico di Romont, Michel Peiry.
Cito: “Questo giovane di buone maniere e istruito si è reso colpevole, nell’arco di otto anni, di una lunga serie di delitti sessuali nei confronti di adolescenti. In alcuni casi accompagnati da brutali torture. Si tratta del più feroce assassino seriale che abbia mai operato in Svizzera. Eppure, sottoposto a ben tre perizie psichiatriche, è stato riconosciuto come sano di mente. Da 27 anni è in carcere e ha sempre mantenuto un comportamento irreprensibile. Ebbene, sull’onda delle ultime sentenze del Tribunale federale, non è escluso che anche Peiry possa essere ritenuto degno di recupero”.
Che altro aggiungere?
Che dire quanto le nostre massime autorità federali decidono – sprezzanti delle conoscenze scientifiche in campo psichiatrico, del buon senso, dei decisioni popolari e del diritto – di rimettere in libertà questi criminali che, presto o tardi, toneranno sicuramente a commettere crimini brutali e a uccidere degli innocenti? E come la mettiamo, poi – come ricorda ancora Giorgio Galusero nel suo scritto – con il rispetto delle vittime e dei loro famigliari?
A quando le prossime vittime?
Un cosa è certa. Se da una parte l’Alta corte di Losanna ha delle grosse responsabilità in questa deriva inquietante e perversa, dall’altra – tengo a ripeterlo (come già ho fatto in passato) gli specialisti chiamati a fornire pareri all’autorità giudicante dovrebbero finalmente assumersi ora responsabilmente anche loro in modo pieno il mandato che a loro compete dichiarando con chiarezza e fermezza che questi criminali sono irrecuperabili, senza se e senza ma! Perché questa è la realtà dei fatti.

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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