La battaglia della Svizzera per la sua indipendenza e autonomia rispetto all’Unione Europea

Il negoziatore svizzero con l’Unione Europea, Yves Rossier, ha dichiarato pubblicamente in una recente intervista il proprio scetticismo nei confronti dell’introduzione dei contingenti per il frontarieri.

Di seguito riporto la mia valutazione al proposito, pubblicata in data 16 novembre 2015 su “Il Mattino della domenica”.

Un negoziatore dovrebbe avere sempre bene in chiaro alcuni strumenti basilari per svolgere con competenza e successo il suo lavoro. Il primo riguarda la prudenza e il riserbo, secondo il quale non è mai il caso di incrementare il grado di complessità di un problema ma, al contrario, cercare di limarne le asperità e presentando il problema sotto una luce diversa, nuova, non ancora contemplata dai suoi interlocutori. Il secondo fa riferimento alla necessità di unire un’attenta e perspicace disponibilità all’ascolto con la tempestività politica nel saper opportunamente orientare i propri interlocutori. Infine egli deve essere convinto della sua missione e in grado di promuovere con diplomazia il suo mandato negoziale, promuovendolo senza urtare la sensibilità di nessuno, dissipando dubbi, paure e diffidenze nonché ogni disinformazione o malinteso che si frapponga alla riuscita della missione. Di tutto ciò Yves Rossier non sembra particolarmente equipaggiato, non essendo egli neppure ben consapevole riguardo il ruolo delicatissimo di cui è stato investito. Addirittura – e sorprendentemente – egli si lascia andare a dichiarazioni inopportune e controproducenti che afferiscono alla sua personale opinione. Opinione, la sua, inopportuna e in palese conflitto con la sua funzione di negoziatore incaricato di portare a buon fine il mandato che egli aveva inizialmente assunto. I danni causati da queste sue improvvide dichiarazioni saranno da valutare. Di fatto, però, equivalgono ad una doppia invalidazione; del negoziatore e del negoziato in essere. A mio avviso, a questo punto, non resta che rimuovere Rossier dal suo incarico e sostituirlo subito con un vero negoziatore. Politicamente giudico questo incidente non solo increscioso ma, pure, preoccupante.

Dr. med. Orlando Del Don

Capogruppo UDC

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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