La scuola dell’obbligo in crisi e il DECS sempre assente e distratto

Lo scorso anno – in tempi non sospetti – avevo affrontato il problema dello stato critico della nostra scuola media, provocando una massicia levata di scudi con risposte stizzite e rabbiose da parte dei responsabili delle istituzioni cantonali preposte. Inutile dire che allora fui lasciato solo da parte di chi, ora, non lesina critiche anche strumentali, talvolta ingiuste e persino gratuite nei confronti di queste ultime. Nessuno allora spese cionondimeno una sola parola a proposito dello stato critico della nostra scuola media; o a sostegno del mio intervento, teso unicamente – è bene ricordarlo – al bene di questa importantissima istituzione (i miei tre figli, per inciso, frequentano tutti le strutture pubbliche, non a caso).

Ora però, nell’agone della campagna elettorale, tutti i candidati in corsa per il Gran Consiglio sono concordi (ma guarda un po’?) nel rimettere in dubbio l’assioma, sbandierato fino a l’altro ieri, con il quale si sosteneva che “La nostra è una buona scuola e non vi sono ragioni per preoccuparsi!” chiedendo inoltre – peraltro giustamente – che essa venga rivista e ripensata nella sua impostazione sin dalle fondamenta. È forse appena il caso di aggiungere che era tempo che ci si svegliasse dal torpore e dall’indfferenza? Senza rancore, ma adesso è fin troppo facile. Addirittura imbarazzante dover leggere certi articoli dell’ultima ora, veri e propri “tiri al bersaglio sulla Croce Rossa”. Per tornare al problema e alle sue possibili soluzioni, queste si riducono ad una sola. Quella di spostare le risorse del DECS dalla formazione post-obbligatoria (USI e SUPSI tanto per intenderci) alla scuola dell’obbligo, la scuola media in particolare. Perché questo è il compito specifico dello Stato, quello di dare ai nostri giovani una formazione di base solida che li prepari alla vita, alla professione e agli studi superiori.

Il Cantone dovendo limitare i suoi “orizzonti di gloria” e, soprattutto, le ambizioni accademiche e le velleità personali di prestigio e di potere di pochi, per concentrarsi sul buon governo della Cosa Pubblica e sui compiti prioritari ed essenziali dello Stato.

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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