Rispondo volentieri non senza però prima esimermi dal rammaricarmi per come le domande sottopostemi  trasudino un certo qual pregiudizio nei confronti di tutti i cittadini che hanno voluto e sottoscritto questo referendum…

Facendo un paragone con gli stipendi dei sindaci di altre città svizzere, emerge che i salari previsti a Bellinzona non sono fuori dalla norma. Thun, Comune quasi identico a Bellinzona per popolazione, paga il sindaco 239.000 franchi annui per un impegno al 100%. Perché Bellinzona dovrebbe essere da meno?

Se vogliamo iniziare bene questa prima legislatura a Bellinzona tutti noi dobbiamo fare tesoro di due assunti di fondo: il primo è quello di guardare in casa propria e non fare il passo più lungo della gamba, e il secondo quello di evitare errori di forma e di sostanza e, pertanto, di essere la brutta copia di altri comuni che peraltro vivono realtà molto diverse dalla nostra.

La nuova amministrazione comunale conta circa 1.400 dipendenti e manovra annualmente centinaia di milioni di franchi. Non ritiene che la relativa responsabilità a cui sono chiamati i municipali vada adeguatamente remunerata?

I loro meriti vanno e sono già da sempre riconosciuti, quando essi sono guidati da senso di responsabilità,  desiderio di mettersi a disposizione della comunità, gratitudine per la prestigiosa carica pubblica che gli stessi hanno coscientemente perseguito in assenza di meri calcoli opportunistici e di convenienza. Infatti essi rivestono una carica elettiva e non quella di dipendenti/salariati comunali; la differenza è palese, strutturale, fondamentale!

Perché non avete contestato gli stipendi già in fase di progetto aggregativo, nel cui rapporto finale erano contemplate queste cifre? Eravate distratti oppure è elettoralmente più pagante polemizzare ora?

Non si tratta di contestazione, è bene chiarire la differenza. E non si tratta i stipendiati. I municipali  infatti un lavoro e un reddito ce l’anno già, in alcuni casi più di uno. Detto ciò non siamo noi politici che abbiamo voluto questo referendum, sono i cittadini che ce lo hanno chiesto a gran voce. Questo è il processo democratico che ha i suoi tempi e modi e la Sua domanda suona sinistramente offensiva per la democrazia e i cittadini

Si parla anche di completa professionalizzazione della carica: se lei un giorno dovesse essere eletto in Municipio, sarebbe pronto a rinunciare alla propria attività professionale privata di medico?

Si tratta di una carica elettiva. La professionalizzazione non trova il mio consenso pieno ma avrebbe  il merito di scongiurare polemiche sterili. Per quanto mi riguarda sarei pronto a rinunciare alla mia attività professionale. È una scelta consapevole e libera, nessuno obbliga nessuno ad assumere una carica elettiva.

Considerando la mole di lavoro oggettivamente richiesta ai municipali di una città di quasi 44.000 abitanti, ritiene che con stipendi più bassi ci sarebbero ancora cittadini disponibili ad assumere una carica tanto impegnativa?

Ci sono fior di validi cittadini disposti a mettersi a disposizione per una carica di questo prestigio e visibilità. Peraltro ci si potrebbe chiedere se non sarebbe estremamente deleterio per la selezione dei candidati più meritevoli e validi  promettere onorari molto elevati i quali potrebbero invogliare i più ad appetire questa carica per motivi egoistici, di mero opportunismo.

Il referendum non rischia di lasciare dietro di sé strascichi che potrebbero compromettere il clima di lavoro del nuovo Comune?

Un politico deve far proprie le regole della democrazia diretta. Non vedo come si possano fantasiosamente ipotizzare strascichi di alcun tipo. La questione è già stata approfondita e sviscerata in modo esaustivo..I nostri municipali sono persone capaci e avvedute, non certo degli sprovveduti. Il referendum è un’opportunità per mettere delle solide basi  fondate sulla  fiducia e il rispetto reciproci fra municipali, consiglieri comunali e cittadini.

Dr. Med. Orlando Del Don
Consigliere comunale UIDC

Bellinzona, 10 gennaio 2018

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Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

 

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Classe 1956, psichiatra, psicoterapeuta, manager, docente, politico. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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