Un terribile vuoto educativo. Educazione scolastica e sociale nell’era della “società liquida”

L’individuo da educare e formare: i suoi diritti!

Educare significa “formare”, passare dal caos all’ordine, dall’informe alla forma. Una questione, questa, che rispecchia un bisogno fondamentale della crescita psichica e non certo un imperativo morale. Le regole educative, sociali e relazionali sono alla base della costituzione di un soggetto. In loro assenza si rischia di cadere del disordine e nell’indeterminatezza esistenziale, psicologica e nel disturbo psichiatrico.

L’incertezza del ruolo e della figura paterna

Peraltro a complicare il tutto, in questa fase storica del nostro presente esistenziale e sociale, bisogna anche aggiungere che sembra venuto meno o comunque appaiono meno definiti e chiari, il ruolo e la figura paterna. Prefigurando in ciò quello che Jacques Lacan – nei casi conclamati dal punto di vista psicopatologico – definirebbe come “forclusione del nome del padre“.

Le ideologie pseudolibertarie

Molti padri, a seguito di questa loro incertezza e insicurezza di ruolo, e volendo a tutti i costi rimuovere il senso di impotenza che scaturirebbe dal prendere dolorosamente coscienza di questa realtà esistenziale e relazionale, cercano allora di emancipare precocemente i figli, oppure di giustificare il loro modo di agire (o di non agire) con “escamotages” autogiustificanti e consolatori  e/o con ideologie pseudolibertarie. In questo modo il fallimento educativo di conferma ancor più e – a peggiorare il tutto – ciò appare in tutta la sua tragicità anche quando questo orientamento viene assunto dalla stessa scuola dell’obbligo che non si assume (più) questo elemento strutturale che i nostri giovani necessitano come fondamento psicologico e non certo come imperativo morale (Si veda a questo proposito la “nuova” riforma scolastica proposta dal Ministro Bertoli: “La scuola che verrà”)

Una Società senza padri

In una “Società senza padri” (nel senso ampio del termine) ci troveremo inevitabilmente quanto progressivamente sempre più confrontati con i problemi psicopatologici ad essa connessi. In particolare con stati di con-fusione e disorientamento che possono sfociare in tutta una serie di disagi anche gravi come la bulimia, l’anoressia, l’alcolismo, il consumo di droghe, i disturbi di identità, unitamente a gravi disturbi di personalità e fino a vere  proprie psicosi se non addirittura a forme di psicopatia. D’altra parte invece, qualora non fossero riscontrabili sintomatologie patenti, ci potremmo allora confrontare con individui incapaci di esercitare la loro volontà anche quando questi fossero idealmente orientati in tal senso. Soggetti cioè che si ritroverebbero ad avere un sovrappiù di “energie” e potenzialità che, di fatto, si posizionerebbero ben al di sopra di quelle in grado di utilizzare e canalizzare dai soggetti stessi, vivendo allora in tal modo questi stessi al di sotto delle loro reali capacità, diventando così soggetti nevrotici incapaci di realizzare le loro aspirazioni o, anche (il che non è certo meno drammatico), soggetti che potrebbero addirittura censurare queste stesse aspirazioni, ritrovandosi poi ad essere soggetti incompiuti: inconsci di quello che realmente sono, di quello valgono e di quello che possono diventare, assumere, essere e fare.

Una società in rapidissimo e continuo divenire

Davanti a tutto ciò, davanti ad una società in rapidissimo e continuo divenire, dove non vi sono più certezze e rassicurazioni ma – e sono, questi, dati fattuali (di cui la realtà, i media e la rete sono saturi) ai quali i nostri giovani sono continuamente esposti e sovraesposti dal momento della loro venuta al mondo – prevalentemente e prioritariamente immagini e informazioni inquietanti, come si confronteranno e si orienteranno i nostri giovani? Come potranno gli stessi far fronte e reagire a questo inarrestabile flusso di informazioni ed immagini portatrici di violenze, abusi, ingiustizie, morti, soprusi, iniquità, intolleranze, estremismi, prevaricazioni, esasperati culti della forza, del denaro, del potere, dell’immagine e del successo a tutti i costi. E, ancora, come si declineranno di fronte alle ideologie strumentali, alle molteplici forme di manipolazione e di disinformazione, ma anche ai genocidi, al degrado psicosociale ed esistenziale, alle diverse forme di perversione, alla pornografia estrema, ecc?

Il ruolo della politica, della scuola e della società civile

Davanti a tutto ciò – dicevo – ecco che è ora ancor più è necessario e urgente attivarsi sul piano politico, psico-sociale e istituzionale per far si che i nostri giovani possano avere il diritto di essere educati e formati anche sul piano psicologico e sociale affinché possano giungere all’età adulta e all’appuntamento con la vita con la sufficiente e indispensabile preparazione e solidità. E questo è tanto più necessario ora in una società (la nostra) dove sembra indebolito – se non venuto meno – questo importante elemento strutturante del ruolo e della funzione paterna che le politiche sociali, famigliari, “gender” & affini non aiutano in alcun modo a valorizzare e rimettere al centro di un responsabile e maturo consesso sociale e di una società che non sia protesa e incentrata sui narcisismi e i particolarismi autoreferenziali e ombelicocentrici!

Dr. med. Orlando Del Don, medico e psicoanalista

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Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

 

Chi Sono

Classe 1956, psichiatra, psicoterapeuta, manager, docente, politico. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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