Quando l’uomo vuole sostituirsi a Dio …

Riporto di seguito il bell’articolo pubblicato oggi, 3 luglio, su Il Giornale del Popolo a firma Annabella Russo, presidente dell’Associazione Giuseppe di Bellinzona.

Conosco la signora Russo da diversi anni e apprezzo profondamente il suo impegno, la sua competenza e la sua amorevole testimonianza di donna sensibile alle tematiche sanitarie e sociali, di madre di un bambino portatore di un grave handicap fisico e presidente di un’associazione che opera in favore dei bambini portatori di grave disagio fisico e psicologico. La sua testimonianza diretta è di grande pregnanza psicologica, culturale, etica e sociale.

Il titolo del suo bell’articolo è Quando l’uomo vuole sostituirsi a Dio è l’inizio della fine. Ecco allora di seguito le parole della Signora Russo:

Ho provato sulla mia pelle l’inseminazione in vitro e l’avere un Bambino con una malattia genetica rara. Desiderare un figlio è umano, ma perseverare nella sofferenza quando non arriva è deleterio. Dopo nove anni di cure e terapie e inseminazione in vitro senza successi, avevo deciso di lasciare stare, mi ero rassegnata al fatto che non sarei diventata mamma. Tutte le procedure per restare incinta sono devastanti, ma sei disposta a sottoporti ai tanti trarramenti spinta da una speranza. Quando l’esito è negativo e le cure intraprese non funzionano subentra una grande sofferenza nell’animo e nel corpo. Tutti i Sogni vengono spazzati via. C’è chi ha trovato la forza per continuare questa lotta e c’è chi, come me, decide di lasciarte fare alla natura il suo corso. Dopo anni di rinuncia a terapie estenuanti mi era stata data la conferma che non avrei più avuto la possibilità di diventare mamma perché le mie tube si erano chiuse. Nel mio cuore ho sempre avuto un briciolo di speranza e di fede e alla fine, a sorpresa dopo anni di attesa, è arrivata la grande notizia che aspettavo un bimbo. Immensa fu la felicità, ma Dio aveva in progetto per me un’altra strada da percorerre. Dio voleva che io scegliessi la vita fino in fondo, perché Giuseppe – così si chiama mio figlio – è un Bambino affetto da una grave malattia genetica rara. Quando è nato Giuseppe i Medici volevano interrompere la terapia e lasciarlo addormentare per sempre ma io ho scelto la vita per lui. Ho preso per mano mio figlio promettendo di accompagnarlo in questa e di lottare insieme a lui. Dissi ai medici che io non mi arrogavo il diritto di paragonarmi a Dio decidendo per lui la morte, perché non è l’uomo a scegliere chi deve aver la possibilità di vivere e chi no. Oggi dopo l’approvazione della modifica costituzionale della Diagnosi preimpianto (DPI), appena passata il 14 giugno, ci troviamo davanti a una situazione molto difficile. Ancora una volta l’essere umano vuole prendere il posto di Dio e questa porterà alla fine. Noi umani abbiamo la tendenza a voler sempre di più e pretendiamo la perfezione anche dove non abbiamo il diritto di chiederla. La natura deve fare il suo Corso, se un bimbo malato nasce in una famiglia, non possono prevalere gli egoismi che ci fanno dire “perché a noi?”, ma bisogna pensare prima di tutto all’accoglienza del Bambino che va curato e amato.Se solo per un momento ci fermassimo a pensare che il nostro corpo è una meravigliosa creazione , ci renderemo conto che non siamo il prodotto di una provetta, ma un meraviglioso mistero di perfezione e imperfeztione. Non siamo nati per modificare i nostri geni. Bisogna sempre rispettare la natura e ogni Cosa manipolata dal sistema e dalla mano di un essere umano avrà delle conseguenze in futuro. Non sono favorevole all’esito della votazione sulla DPI, anche se ho vissuto sulla mia pelle Cosa vuol dire desiderare un Bambino fino a ricorrere alla inseminazione in vitro (che non ha funzionato) e poi abbracciare un figlio afetto da una malattia genetica rara. Se non si guarda in faccia la vita così come ci viene incontro, l’essere umano non si fermerà mai e vorrà sempre di più mettendo davanti il prorio egoismo e le proprie paure. È triste voler essere Dio e decideree sulla vita di questi Piccoli umani che Hanno tutto il diritto o almeno una possibilità di sperimentare il dono della vita. Senza la malattia di mio figlio Giuseppe non sarei mai riuscita ad affermare con certezza che la vita è un dono per tutti.

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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