Potevano scegliere

Ad un anno dalle elezioni cantonali i partiti si stanno attivando, talvolta in modo convulso, per prepararsi all’evento. I partiti, ma anche tutta una serie di personaggi che stanno facendo del “piccolo cabotaggio” per prolungare la loro permanenza ad oltranza sulla ribalta politica, dopo alterne fortune e fantasiosi approdi su lidi di ogni tipo e colore! In questo loro scomposto sgomitare questi appaiono cionondimeno molto lucidi e determinati nel suonare con non poca bravura – bisogna ammettere – il loro “flauto magico” e offrire in tal modo la loro rassicurante melodia a tutte le orecchie disposte ad ascoltarli. Orecchie tanto più propense ad accogliere queste rassicuranti melodie quanto più preoccupate di raccogliere nuovi consensi ed orizzonti di gloria. La qual cosa, a ben guardare, potrebbe anche essere divertente ed interessante da osservare (e in tal senso mi ci ritrovo grazie alla mia indole curiosa) con l’occhio dell’antropologo o del sociologo interessato al folklore nostrano.

Ma il sorriso scompare presto quanto ci si rende conto che qui non si tratta di dotte disquisizioni accademiche quanto invece del nostro destino, del nostro futuro e del nostro benessere unitamente a quelli del nostro Paese.

Detto ciò non sono e non posso evidentemente essere sereno se confrontato allo scenario che mi si prospetta, tenuto conto anche della storia recente della politica e della partitica democentrista del nostro Cantone. Mi scuseranno coloro che si sentono, forse anche ingiustamente, presi di mira, ma questo – si dovrà pur convenire – va ora detto: la preoccupazione in tal senso non può più essere risolta con qualche rito scaramantico o con la speranza che tutto si sistemerà per una sorta di intervento superiore, divino, magico!

Con il mio post di qualche giorno fa al quale si fa riferimento in questa intervista io ho voluto semplicemente tentare di riportare il campanile al centro del villaggio; e cioè tentare di istillare un po’ di buon senso, di senso di responsabilità e – non da ultimo – di senso del ridicolo a chi detiene le file del partito. Eh sì, perché il partito non è di qualcuno o di qualsiasi individuo che si voglia appropriare impunemente della sua storia, della sua natura, della sua funzione e ragione di essere, bensì – è bene precisare – questo partito è di tutti coloro che si sono identificati e sacrificati in suo nome e per il bene del nostro Paese e di tutti i suoi cittadini.

A scanso di equivoci vado a concludere facendo ora una osservazione sulla mia persona. Io sono un cittadino qualunque e quindi non ho alcuna pretesa di rappresentare nessuno, anzi, io non sono nessuno e sono peraltro lucidamente consapevole del mio ruolo marginale sul piano politico e politico (sono infatti un “trombato” che è stato messo fuori dai giochi politici alle ultime elezioni cantonali, assieme al segretario cant. del partito Eros Mellini), come pure su quello più prettamente sociale ed intellettuale (non ho alcuna pretesa in tal senso).

Cionondimeno, e con tutta la consapevolezza e l’umiltà del caso, ritengo di non essere totalmente privo di capacità critica e di lettura delle vicende che toccano il mio e nostro orizzonte esistenziale e politico. Con ciò mi si vorrà quindi perdonare se termino questo mio intervento con un ultimo appello per il quale mi permetto di salire sulle spalle di un gigante della politica come Winston Churchill e ricordare qui le sue parole profetiche a proposito di un evento ben più importante, significativo e gravido di conseguenze del nostro (e puntualizzando il fatto che nel nostro caso il pericolo da temere non è certamente da ravvisare nel sottoscritto – che non conta nulla – quanto invece nel popolo sovrano che si sente tradito e disatteso nelle sue giuste aspettative, il popolo – quindi – la gente, gli elettori che meritano tutto il nostro impegno e rispetto e la nostra capacità di operare in loro difesa e in loro nome). Cito: “Potevano scegliere tra il disonore e la guerra; hanno scelto il disonore ed avranno la guerra”.

Dr. med. Orlando Del Don

Presidente della sezione UDC di Bellinzona, Consigliere comunale a Bellinzona
Già Gran Consigliere UDC (trombato), già capogruppo UDC in GC, già vicepresidente cantonale UDC, già presidente del Distretto UDC di Bellinzona e Valli.

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

 

Chi Sono

Classe 1956, psichiatra, psicoterapeuta, manager, docente, politico. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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