Lo sguardo del male

Lino Rossi è uno studioso italiano noto. Il Dr. med. Orlando Del Don è psichiatra FMH, ticinese, depu­tato cantonale al parlamento di Bellinzona.

Il testo del libro interessa e tratta diverse scienze, psichiatria, sociologia, filosofia, storia, diritto, etica e criminologia per cui nel sommario riporterò tra le virgolette affermazioni, frasi, giudizi ed opinioni di diversi autori, per dare così un’informazione esau­ riente del testo. Si potranno anche capire l’impegno e l’interesse degli autori sui temi dibattuti.

«L’analisi degli intrecci criminali porta ad una valutazione complessa dell’azione umana.

Quale è la ragione per cui si commettono crimini efferati? La risposta chiama in causa i fattori più pro­ fondi della personalità e si invoca la malattia mentale per spiegare lo stravolgimento di una normale malat­tia.

Qualcuno ha parlato di un ‹richiamo di barba­ blù›. Lo storico Zimbardo ha evidenziato lo stretto legame tra situazioni locali ed i fatti che, nel suo interno, si possono determinare. Ancora Zimbardo parla di ‹effetto Lucifero›. Lo stesso autore afferma che uomini e donne ‹normali› possono subire l’in­ fluenza dell’ambiente e ridursi a vere e proprie bestie animali. Si porta, a prova di questa tesi, il fenomeno nazista. La situazione è in grado di generare violenze. Bourdien sottolinea l’azione del potere sulla condotta delle varie soggettività prodotte nel tessuto sociale.

M. Foucault chiarisce i rapporti tra tecnologie politiche e formazione della personalità. Lo stesso autore ha evidenziato come il potere si sia imposses­ sato dei corpi e della sessualità dei soggetti a partire dall’età moderna e la vita viene intesa come benes­ sere e diritto al soddisfacimento dei desideri dei sin­ goli. La biopolitica scende oltre ogni abito sociale e dà a gruppi e soggettività l’esercizio di questi diritti. Il potere agisce negli individui, plasmando la capacità di rispondere alle pulsioni; i prodotti che ne derivano appartengono alla dimensione materiale e soprat­ tutto psicologica.

Studiare la Shoah significa gettare uno sguardo sulla violenza e sulla crudeltà, che si manifesta all’in­ terno del campo. Le brutalità che si scatenano hanno a che vedere con ‹l’ordine del terrore› (W. Sofoki). L’ordine del terrore elimina qualsiasi rapporto diretto tra una condotta e la conseguente punizione. È san­ zionato il semplice comportamento, non l’errore.

La logica nazista porta all’identificazione animale dell’ebreo. Le vittime sono spossessate (non hanno più possessi) ed ogni azione aggressiva puó’ essere compiuta. Il piacere sadico nei Lager è come quello dei comuni criminali. Questa crudeltà ha una stretta

relazione con la perversione. Volere l’agonia di questi Esseri stimola il super Io. Gli atti di crudeltà sono tipici delle situazioni di sofferenza sociale.»

Nel capitolo secondo ci sono riflessioni sul mec­ canismo del crimine e della sofferenza sociale. «È pure indispensabile l’importanza dei fenomeni sto­ rici, ambientali e culturali nei quali il crimine si svolge. La pratica crudele, efferata manifesta i segni di un potere grande, maligno. Ha pure valenza la psico­ logia delle masse e l’analisi dell’Io. Gli atti di crudeltà sono tipici delle situazioni di sofferenza sociale. Piccole difficoltà possono provocare grandi reazioni a livello emozionale.»

Il capitolo 3 tratta il Male come perversione e l’e­ mergere della condotta satanica, in particolare negli specialisti del terrore dei Lager.

Segue la riflessione degli Autori su «il Male». Solo passando attraverso «il Male» è possibile cogliere a pieno il senso della volontà umana e del libero arbi­ trio.

Ricercatori della New York University hanno sti­ lato una scala «delle depravazioni» e pubblicato una gerarchia di 22 gradi di malvagità.

Michael Stone dice che non bisogna temere di parlare della parola «Male»; bisogna rivendicare il coraggio di usare questo termine.

La sessualità rivolta ai bambini puo’ essere un ter­ reno particolarmente idoneo per l’impianto del sadi­ smo.

Anche Aristotele difende l’ipotesi che la volontà possa avere come oggetto «il Male». L’estensione dell’importanza della volontà la conduce a prevaricare l’intelletto. Così la volontà individuale può esprimersi «nello spirito dell’amore», oppure nell’egoismo.

Il «Male» consiste nella volontà di contrapposi­ zione dell’individuo a tutto.

Schelling definisce la libertà come «facoltà del bene e del male». L’individuo uomo è caratterizzato da questa mescolanza.

In questo momento storico e sociale noi oggi ci muoviamo come turisti e vagabondi, ansiosi di consumare emozioni e così sradichiamo e perdiamo la stabilità dei nostri riferimenti, mettendo in gioco la nostra identità.»

L’opera di Lino Rossi e di Orlando Del Don conti­ nua quelle di innumerevoli altri autori, che si sono posti questi fondamentali interrogativi.

Da Adamo in su tutti gli uomini si sono inter­ rogati sul mistero della sofferenza e del male.

Il Male, dalla sofferenza alla violenza, produce in ciascuno un’ombra che lo segue; accompagnerà ognuno fino alla fine dell’era umana e senza risposta.

Lino Rossi – Orlando Del Don

lo Sguardo del Male

Violenza collettiva e difesa dei diritti umani
Roma: Edizioni Borla; 2012 160 Pagine, 20 Euro

ISBN 978-8-8263-1835-6

Corrispondenza:
Dr. med. Sergio Marengo CH­3955 Albinen/VS

sergio.marengo[at]bluewin.ch

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Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

 

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Classe 1956, psichiatra, psicoterapeuta, manager, docente, politico. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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