La RSI è già in campagna elettorale!
La campagna elettorale per le federali di ottobre comincia a scaldare gli animi. Naturalmente il ruolo dei media è di primaria importanza in questo agone politico che vede i diversi partiti confrontarsi sui temi caldi che sono all’ordine del giorno e che toccano da vicino il destino del nostro Paese e dei nostri concittadini. Il ruolo dell’emittente di Stato in questo caso è pertanto centrale e a questa si chiede l’oggettività e la neutralità necessaria alfine di garantire quel pluralismo e quella corretta astensione da ogni forma di partigianeria che sono la base di un giornalismo d’informazione serio e utile al cittadino.
Purtroppo le cose non sembrano declinarsi in tal modo. E alcuni esempi emblematici si possono già in tal senso stigmatizzare rispetto al modo in cui la RSI intende seguire e documentare questo importante appuntamento politico.
Interessante in tal senso quanto scritto dal Mattino della domenica il 23 agosto a tal proposito. Riporto di seguito il testo in oggetto dal titolo emblematico: La rossa RSI è già in campagna elettorale! Naturalmente contro la Lega e l’UDC
“I giornalisti tesserati PS in forze presso la RSI – quella che, secondo il direttore Maurizio Canetta, compagno militante, farebbe giornalismo sopra le parti – hanno di nuovo dimostrato quanto sopra le parti è il loro giornalismo. Nel telegiornale di ieri [sabato 22 agosto], edizione principale, andava in onda un servizio sulla presentazione a livello nazionale delle liste UDC e PLR per le elezioni di ottobre. I compagni redattori, come da copione, non hanno dato alcuno spazio ai candidati ticinesi UDC, pure presenti. Per contro, ampio spazio l’hanno concesso a Fulvio Pelli, che non è né candidato né presidente di partito, bensì ex ex ex …! Ma stiamo dando i numeri? Sicché, a Pelli si aprono servilmente telecamere e microfono per permetterli di sproloquiare contro chi gli pare e di raccontare incredibili fregnacce (del tipo: gli unici concreti (?) sarebbero i cadregari liblab, ovvero quelli che sabotano il voto del 9 febbraio, quelli che fanno i lobbisti dei cassamalatari, quelli che non votano per l’estratto del casellario giudiziale, eccetera; il resto, tutta foffa). Gli altri, invece, vengono silenziati! Eccola qui l’equidistanza del sedicente servizio pubblico! I compagni di Comano sono già in campagna elettorale, naturalmente contro la Lega e l’UDC! E noi dovremmo foraggiare una simile emittente di regime versando il canone più caro d’Europa, di recente trasformato in imposta? Col piffero!!”
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Orlando Del Don
Medico, Psicoanalista, Politico
Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.


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