La politica ticinese vista da Giuditta Mosca … con un interessante sorpresa riguardo l’UDC ticinese!

Ho ripreso integralmente – di seguito – un interessantissimo articolo pubblicato da Giuditta Mosca sul portale di TICINOLIVE diretto dal Prof. De Maria in data odierna, lunedì 2 febbraio 2015, dal titolo accattivante e intrigante “Verdi + Lega = UDC”.

Consiglio caldamente la lettura attenta e integrale di questo articolo della brava giornalista in questione. Dr. med. Orlando Del Don. Gran Consigliere e capogruppo UDC.

La stampa locale ha già abbondantemente parlato della love story che animerà la prossima primavera, dando per certo che la coppia convolerà a nozze e che la relazione durerà almeno i quattro anni necessari a raggiungere la fine della prossima legislatura.

Più che di un matrimonio d’amore sembra però un matrimonio combinato da due famiglie, i Verdi e La Lega, che ripongono grandi speranze negli effetti benefici della relazione tra Savoia e Zali. Relazione che però è ancora ferma ai primi timidi ammiccamenti, occorre che i due si conoscano meglio e che provino un periodo di convivenza; le poche settimane che mancano al 19 aprile potrebbero non essere sufficienti per fare le prove generali.

Al momento è tutto in forse: è in forse la conferma di Zali così come è in forse l’elezione di Savoia. Il ministro uscente ha perso qualche punto, con la sua “taxmania” tanto lontana dalle linee del partito ma gli va riconosciuta l’intelligenza e quel filo di umiltà (e qui i politici ticinesi hanno tanto da imparare) necessari ad avergli imposto di ingranare la retromarcia e tornare sui suoi passi.

Mentre la stampa parla del connubio che tinge di verde lo stemma della Lega, Savoia sul suo blog si dichiara orgogliosamente populista, mossa di self-marketing saggia, puntuale e persino “volpesca”, perché le capacità mediatiche di Savoia, in Ticino, non sono seconde a nessuno (e qui sono tutti i partiti rivali che dovrebbero studiare meglio le capacità di diffusione del coordinatore dei verdi).

Zali, dal canto suo, è disposto a disfarsi della zavorra del secondo seggio leghista pur di mantenerne uno (il suo), lanciando un’ancora a Savoia, aprendo così le porte ad un grande timore, quello dell’ingovernabilità di un Ticino pentapartitico. Un PPD, un PLR, un socialista, un leghista e un esponente dei verdi. Ci vorrebbe una larga intesa che, ad osservare le pedine sullo scacchiere, può essere garantita solo dall’asse “Zali – Savoia”, a patto che il primo resti al Dipartimento del Territorio e che le sue decisioni non indispettiscano il secondo. Un [matrimonio molto fragile che non offre garanzie di stabilità. E, naturalmente, a patto che questo matrimonio “s’abbia da fare”. Garanzie zero, incognite tante.
A correre in soccorso all’alleanza tra Savoia e Zali c’è la clamorosa autorete (da 30 metri, in rovesciata e con il vento a sfavore) di Rocco Cattaneo che ben dimostra lo stato di salute des libéraux-radicaux. L’affondo del presidente PLR riesce a fare girare nella tomba, in un solo colpo, sia Montesquieu sia Voltaire. Fuori luogo, fuori tempo e perlomeno sospetto: questo gettare fango sul nemico potrebbe essere inteso come un volere distogliere gli occhi del cittadino da un programma, quello del PLR, piuttosto fallace e da una lista deboluccia, soprattutto dopo la defezione di Mauro Antonini, uomo al posto giusto purtroppo non al momento giusto.
In breve: Zali sostiene di volersi schierare al di fuori delle logiche economiche e Cattaneo gli risponde che il suo stipendio di giudice prima e di ministro poi gli è versato grazie alle logiche dalle quali si distanzia. Così è fin troppo facile, occorre ricordare a Cattaneo che i pilastri su cui poggiano le fondamenta di uno stato sono tre e tre soltanto: il cittadino, il territorio e l’ordinamento giuridico. Prima del 2011 il suo partito ha sempre occupato due delle cinque poltrone riservate ai ministri e l’attualità dimostra ampiamente che tutti e tre i pilastri sono stati minati, anche a causa dei poteri forti che hanno trasmutato il mercato del lavoro, hanno snaturato il territorio (senza dare molto in cambio) e hanno penetrato – con estrema facilità – le crepe lasciate aperte dall’ordinamento giuridico. Alla stessa stregua va ricordato a Cattaneo che lui e il partito che presiede esistono per portare al governo la voce del popolo e non quella dei poteri forti. La lunghissima militanza nell’Esecutivo del partito presieduto da Cattaneo (peraltro con due seggi) non gli lascia alibi: il PLR è tra i responsabili dello sfacelo ticinese, a Camorino dovrebbero guardare la trave nel proprio occhio.
Oltre all’affondo, comunque gratuito e claudicante, il PLR appare davvero fuori forma, sembra quasi non abbia afferrato i veri problemi dei ticinesi, in linea con l’altro partito storico, quel PPD tanto arrugginito che tocca l’apice della propria notorietà solo grazie alle pericolose affermazioni fatte da Beltraminelli sul web, vetrina che di norma sceglie per mostrare tutta la sua inadeguatezza.
Il Ticino si trova ad un bivio: o riprendere quota o consegnarsi, spalle al muro, ad un ulteriore quadriennio di sofferenze. Per rilanciarsi occorre puntare sui ticinesi e le loro necessità e non sulle linee programmatiche – spesso sterili e inconcludenti – dei partiti. Se i politici stanno giocando carte azzardate per tentare il tutto per tutto, altrettanto potrebbero fare i cittadini, dando spazio ad una formula di governo inedita per il Ticino: quell’UDC che pecca in comunicazione ma che vanta tra le proprie fila persone al di sopra delle parti e che si sono già dimostrate realmente capaci di dialogare con tutti nell’interesse dei ticinesi e del Ticino. Giova ripeterlo: nell’interesse dei ticinesi e del Ticino. Senza questi il Ticino non esisterebbe. Quattro anni fa l’UDC ha rinunciato alla corsa al Consiglio di Stato, appoggiando però l’ascesa della Lega, il cui operato è stato in parte viziato dagli avvicendamenti di Borradori, Barra e Zali ma che, in ogni caso, non raggiunge la sufficienza e che ha mostrato le debolezze del partito di Via Monte Boglia, entrato in un vortice di conflitti pesanti con tutte le altre forze di governo.
Le larghe intese, di cui oggi il Ticino ha grande bisogno, al momento possono essere garantite dall’UDC e dai suoi uomini (Pinoja e Del Don su tutti), gli unici nel panorama politico ticinese capaci di concentrarsi sull’essenziale e fissare le giuste priorità. Capaci anche di convivere con realtà differenti, così come ha fatto con la Lega e come sta facendo con La Destra.
Una previsione? Più facile fare sei al lotto. L’attuale Consiglio di Stato sarà ridisegnato per quattro quinti. Oltre al ministro Sadis dovranno svuotare i propri uffici Beltraminelli, Bertoli e Gobbi.
I Verdi hanno un problema di metonimia: citando il nome di Savoia non ci si appella “alla parte per il tutto”, oggi Savoia è tutto il movimento dei Verdi, un partito che dipende in tutto e per tutto dal proprio leader. E questo potrebbe non essere un bene, la Lega sa benissimo cosa significhi perdere il proprio “one man show”. Bisogna comprendere se i Verdi vogliono provare un’esperienza a Bellinzona (il Ticino di oggi non può essere un laboratorio) o se vogliono diventare una forza politica con un trend in crescita per i prossimi anni.

L’UDC deve darsi da fare – sul piano della comunicazione – per entrare nelle case della gente.
Il PLR sta sprecando energie: al posto di convogliarle nel diffondere la mentalità del “giovane è bello” (i candidati sono giovanissimi) sta facendo di tutto per apparire antipatico all’elettorato di ogni colore e bandiera. E se perdesse il proprio seggio?

Giuditta Mosca

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli del blog

Seguimi sui Social

Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

Ultimi Post

Conferenza Stampa Flamingo Edizioni 2018

Siamo lieti di annunciare la terza Conferenza Stampa della Flamingo Edizioni in occasione della quale presenteremo le nostre novità...

Comunicato stampa – Dimissioni Orlando Del Don da Presidente della sezione del Bellinzonese

La Direttiva dell’UDC ha preso atto delle dimissioni di Orlando Del Don presidente della sezione UDC del Bellinzonese e lo ringrazia per l’ottimo...

Dimissioni da Presidente della Sezione Bellinzonese dell’UDC

A: Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino Stimato Presidente, Caro Piero con la presente ti inoltro ufficialmente le mie dimissioni da presidente...

Politica addio? Ragioni necessarie e sufficienti

La politica è sempre più tediosa e ininteressante, distante dalle priorità della gente. Questo è un dato di fatto. Le persone infatti sono sempre...

Le false verità

Si parla tanto, oggi, di "fake news", di false notizie, ma bisognerebbe temere molto di piu' le FALSE VERITA', LE "FAKE TRUTH". Cioe' il modo in cui...

Archivi

Categorie

Pin It on Pinterest

Share This