Chi sono i moralisti, i censori, i detrattori e gli untori della nostra contemporaneità?

Non voglio farla lunga ma ritengo che sia necessario fare alcune osservazioni in merito a chi veramente, in questo nostro spaccato sociale contemporaneo, sta operando in malafede e – mi si conceda il termine – anche con feroci pregiudizi abilmente dissimulati nelle pieghe dell’anonimato, dell’acredine e del disfattismo più sterile. Sempre più le persone “sgradite” a questi equivoci personaggi vengono infatti attaccate non in modo diretto ma con modalità tanto vili quanto indirette, contorte, strumentali, autoreferenziali, ciniche. Invece di affrontare il dibattito in modo aperto, democratico, civile, questi personaggi preferiscono lavorare nell’ombra e colpire le persone a loro sgradite dall’alto del loro insindacabile pregiudizio … in tal modo sperando di colpire e annientare anche le idee dei loro presunti antagonisti, che però tali non sono mai stati! E allora ecco un proliferare di insinuazioni, delazioni, denunce, avvisi, ammonimenti, segnalazioni, lettere anonime e scritti semi-anonimi, pareri e commenti sibillini sui media, e chi più ne ha più ne metta! In qualità di medico, psicoanalista e politico ne ho viste di tutti i colori … sia direttamente sulla mia persona, che indirettamente laddove diversi miei pazienti sono stati a loro volta le vittime di questi sciacalli che si nascondono nell’ombra. Si tratta di un vero e proprio ritorno all’oscurantismo più becero e sterile che purtroppo continua a mietere vittime e a contrastare il processo democratico del confronto dialettico e della ricerca condivisa di soluzioni politiche e sociali al nostro vivere quotidiano in prosperità e sicurezza. Un’ultima osservazione mi sento di fare, ancora. Io mi sono impegnato in politica per spirito di solidarietà, amore per il confronto dialettico  – anche acceso se necessario (ma sempre nel rispetto delle persone e delle loro idee diverse dalle mie) – perché sento di poter dare un contributo valido a questo Paese che amo e, infine, perché me lo hanno chiesto le persone che mi vogliono bene, che mi stimano e che credono in me. Ora, questo mio aspetto pubblico, mi vede molto esposto, evidentemente, come politico ma non solo. Infatti mi devo barcamenare in modo da conciliare il mio essere un politico, con il mio essere un medico, con il mio essere un docente, con il mio essere marito e padre, ecc. Necessariamente devo essere tutte queste cose ed ecco allora che mi lasciano di stucco certi attacchi con i quali si cerca di portare discredito alle mia persona e alle mie idee attaccando – quando fa comodo – il mio essere un medico, il mio essere un libero professionista, il mio essere un docente o il mio essere un privato cittadino piuttosto che il politico … asserendo che io non posso o non devo prendere certe posizioni o non posso avere certe idee perché in contrasto con la pluralità del nostro (di tutti) essere diversificati e attivi su più livelli! Ma guarda un po! Con questo ragionamento, allora, io – in quanto psicoanalista – dovrei allora interagire con mia moglie e con i miei figli unicamente a senso unico, come psicoanalista piuttosto che come marito e padre, con tutti i limiti (necessari e sufficienti) che questo necessariamente comporta? Oppure, ancora, in quanto io medico dovrei guardarmi dall’esprimere idee politiche che toccano, per esempio, certi comportamenti sociali devianti fortemente connotati da implicazioni etiche o morali? Povere e miserrime argomentazioni, queste, che limitano il futuro e le prospettive del nostro tessuto sociale e del nostro benessere non solo materiale ma, soprattutto, psicologico e spirituale. Concludo con un invito a coloro che affermano di non apprezzare i miei interventi e la mia persona in quanto politico (soprattutto) ma che non rinuncerebbero mai a dare un’occhiatina al mio profilo, ai miei scritti, alle mie iniziative e – quand’è necessario – alle mie invettive e ai miei strali! Grazie soprattutto a loro, a questi soggetti che sono purtroppo i più anonimi e vili moralisti, i censori più arcigni, i detrattori più spietati e gli untori più inutili di cui la società deve purtroppo farsi carico. Cionondimeno questi non ne abbiano a male per queste mie parole … li capisco e li vorrei aiutare con tutta sincerità e senza pregiudizi … se solo lo volessero … basta uscire dal limbo e alla luce del sole … e anche le loro rabbie e i loro pregiudizi potrebbero essere sanati nel confronto dialettico sereno e virtuoso. Prima di calare sentenze (sia detto senza rancore) cercate di conoscermi, di contattarmi, di parlarmi … e a questo punto tutti gli umori neri – è una certezza – si scioglierebbero come neve al sole. È un cortese invito il mio, ma anche una promessa e una premessa per mezzo della quale cercare, un volta tanto, di cambiare, evolversi, progredire e magari … migliorare. Tutti … naturalmente. Orlando Del Don; politico, psicoanalista, medico, docente, marito, padre, amante degli animali, della lettura, della storia e del jazz!

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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