“Dalla tragedia della piccola Cheyenne all’errore medico alla Clinica S. Anna … Siamo sempre più individui senza inconscio!”

Riporto di seguito una mia intervista  rilasciata pochi giorni orsono al giornalista Marco Bazzi, direttore di LiberaTV, e pubblicata sabato 24 luglio con il titolo seguente: Dalla tragedia della piccola Cheyenne all’errore medico alla Sant’Anna… Lo psichiatra Del Don: “Siamo sempre più individui senza inconscio”.
“Agiamo quasi esclusivamente in base a informazioni logico formali, che danno luogo ad automatismi. L’inconscio è fondamentale, ci segnala i pericoli, ci invita alla prudenza…”

LUGANO – “Non parlerei di black out della memoria e neppure di amnesia… Secondo me quel tragico episodio è legato ai protocolli e agli automatismi che abbiamo nella nostra testa e che ci guidano”.
Lo psichiatra Orlando Del Don analizza così la morte della piccola Cheyenne, la bambina abbandonata dalla madre nell’auto al campeggio TCS di Muzzano e deceduta in seguito all’alta temperatura che ha reso l’abitacolo una trappola mortale.
Non sappiamo ancora bene cosa sia successo dopo che, martedì scorso verso le 17,30, la madre quarantenne della bimba, rientrata da un pomeriggio a Lugano, è scesa dalla vettura insieme alle altre tre figlie.
Di sicuro si sa solo che Cheyenne è rimasta nell’auto. Dormiva? Si è addormentata? Non è chiaro. Come non è chiaro come sia stata possibile quella fatale dimenticanza, perché per circa tre ore la bimba è scomparsa dal controllo della madre e delle sorelle. Nessuno si è chiesto dove fosse, e quando la donna ha iniziato a cercarla era ormai troppo tardi. Un altro elemento certo è che la 40enne era convinta che Cheyenne non fosse rimasta in auto…
Del Don fornisce, per forza di cose, una lettura generale del caso, associabile a molti altri “errori”, più o meno gravi, più o meno fatali, che accadono nella vita. E traccia un parallelo tra la tragedia di Muzzano e il drammatico errore medico accaduto un anno fa alla Clinica Sant’Anna di Sorengo. Anche qui, c’era la convinzione del medico, certo di stare operando la paziente giusta. E anche in questo caso, un “protocollo mentale” ha portato a un gravissimo errore.
“Siamo talmente abituati a eseguire in modo automatico le cose che facciamo – dice lo psichiatra -, talmente assorbiti dalle nostre funzioni, spesso pressati da urgenze o distratti da altri pensieri, o da quanto accade attorno a noi… che alla fine commettiamo errori o dimenticanze che possono rivelarsi fatali”.
Viviamo in un mondo sempre più veloce, in continua accelerazione, aggiunge, “come se dovessimo sempre accontentare qualcuno, o fare qualcosa, stressati dal lavoro, dalle faccende quotidiane, dalla fretta… Ed è un problema che ci tocca tutti, sia chiaro. Un buon 20% di genitori ammette di aver dimenticato almeno una volta i figli in auto, il che non significa che siano venuti meno al loro ruolo genitoriale. Queste cose accadono quasi sempre in modo automatico, perché spesso agiamo senza pensare”.
In questo caso, prosegue Del Don, “quello che preoccupa è che nemmeno le tre sorelle della piccola vittima si siano resi conto di quanto stava accadendo”.
Del Don parla di “automatismi del comportamento”, che da un lato ci semplificano la vita ma dall’altro possono comportare gravi rischi. “La madre ha tutta la mia comprensione perché a mio avviso è caduta in un meccanismo diabolico”.
In certi frangenti, spiega, smettiamo di pensare, perdiamo di vista la realtà, lasciamo alcuni elementi, alcune informazioni, fuori dalla nostra coscienza, perché l’automatismo le ha cancellate.
“La società in cui viviamo, sempre più veloce e tecnologizzata – dove la tecnologia sostituisce spesso la nostra ragione -, favorisce questi meccanismi… Io sostengo che siamo sempre più dei soggetti senza inconscio: perché il mondo in cui viviamo tende all’abolizione o all’esclusone dell’inconscio, un elemento interiore che ci dà informazioni e segnali di avvertimento, ci mette in guardia dai pericoli. È un po’ come se gli animali perdessero l’istinto”.
Sempre più spesso, conclude Del Don, “agiamo quasi esclusivamente in base a informazioni logico formali, che danno luogo ad automatismi. Ma quando agiamo sulla base di protocolli dobbiamo sapere che questi ultimi non ci consentono di controllare tutto: l’inconscio è fondamentale, ci segnala i pericoli, ci invita alla prudenza. È un po’ come se nella nostra vita quotidiana viaggiassimo seguendo acriticamente il navigatore della macchina, una sorta di pilota automatico, spegnendo il cervello. A un certo punto rischieremmo di trovarci in un vicolo cieco”.
Insomma, viviamo in un mondo sempre più simile a quello raccontato nel film di fantascienza Matrix (matrice). Ricordate? “Matrix è quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità”.

emmebi

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Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

 

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Classe 1956, psichiatra, psicoterapeuta, manager, docente, politico. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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