Con noi la nuova Bellinzona può vincere e svilupparsi, questa è la sua occasione epocale!

INTERVISTA di Ticinonews a Orlando Del Don, candidato al Municipio di Bellinzona per la lista Lega-UDC-Indipendenti-Noce.
Le elezioni comunali del 2 aprile nella Nuova Bellinzona potrebbero essere le prime a eleggere nel Municipio del capoluogo ticinese un municipale in quota Lega-UDC. Nella lista congiunta con Noce e Indipendenti, figurerà anche Orlando Del Don, volto già noto nel mondo della politica cantonale per la sua presenza in Gran Consiglio tra il 2011 e il 2015. Lo psichiatra nativo di Gorduno, classe 1956, proverà ora a mettersi in gioco a livello comunale.

Dopo la mancata riconferma in Gran consiglio nel 2015, un’elezione in Municipio sarebbe un riscatto?
“In quel momento l’alleanza con Area Liberale fu sciagurata. Io e Mellini non fummo rieletti nonostante un consistente aumento dei voti, poiché Morisoli mi sorpassò. Fu un errore da parte dell’UDC, ma malgrado ciò, il seguito fu grande. Vedendo il consenso ottenuto a livello personale, mi sono detto che non potevo sparire dalla scena: tutte le persone che mi hanno votato non meritano di essere trattate con indifferenza. Dopo la votazione elaborai il “lutto” per 6 mesi… Ora sento che ho delle cose da dire: il meglio di me non è ancora venuto fuori, ho dovuto lasciare il Gran Consiglio quando avevo cominciato a ingranare. Fu un po’ irritante.”

Veniamo alle elezioni attuali a livello comunale: come cambiano gli equilibri elettorali coi nuovi quartieri, notoriamente di maggioranza liberale?
“I due sindaci, Branda e Bersani, stanno cercando di polarizzare l’attenzione dei media facendo credere che la disputa sia lì, tra loro. Ma se il PLR è in effetti intoccabile, secondo me la grande disputa sarà fra i socialisti e la nuova coalizione Lega-UDC-Noce-Indipendenti. Sarà lì la battaglia e loro lo sanno bene, il PS potrebbe perdere 1-2 seggi.”

La lista Lega-UDC quindi dove può arrivare? Anche Branda ai nostri microfoni aveva detto che bisognerà fare attenzione a voi…
“Puntiamo a un seggio: la realtà è fattiva, la possibilità di ottenere un seggio è alta, anche perché alla prova dei fatti gli ultimi 4 anni dell’esecutivo cittadino sono stati di stallo. Non c’è stato nessun errore, però un’amministrazione tranquilla, che ora non basta più ai cittadini. Bisogna cogliere l’occasione affinché Bellinzona diventi la capitale di qualcosa, con un progetto che sia all’altezza dei progetti di Lugano e Locarno. La situazione è invece statica: dobbiamo riuscire a modificare adesso, approfittando dei nuovi cambiamenti, per non rimanere in fondo alla lista. Se non modifichiamo ora la gestione, non avremo altro che una grande amministrazione che aumenta solo nel numero degli abitanti. Non è più sufficiente amministrare bene o male, ma qui bisogna avere idee nuove e una visione che porti un’identità a Bellinzona che non sia solo quella degli impiegati dell’amministrazione.”

Quale quindi il progetto per Bellinzona?
“La città deve avere una progettualità culturale-scientifica… Pensiamo alle startup, a Bellinzona c’è la possibilità di creare e insediarsi, ma mancano gli strumenti economici di promozione delle nuove iniziative per attirare chi potrebbe portare un valore aggiunto elevato. Inoltre, risulta sempre bello parlare di cultura, ma vorrei che sia un qualcosa che dia lavoro alle persone. Andrebbe creata un’industria culturale, che necessita però una visione imprenditoriale del settore.”

Come muoversi nel settore del turismo? AlpTransit è un’ottima opportunità o si dovrà fare di più?
“Tutti si aspettano che qualcun altro faccia qualcosa e così si rimane in attesa. Ora è il comune che deve fare da apripista, dando suggerimenti, proponendosi come partner. Occorre uscire dalla gestione amministrativa per portare all’attualità dei progetti interessanti. In certe situazioni bisogna profilarsi come promotori, sfruttando le occasioni più ghiotte, in cui il comune deve sbilanciarsi. In parallelo servirà però un nuovo piano regolatore che crei nuovi spazi per potere sviluppare appieno le idee. Servono parcheggi, alberghi e spazi adatti per organizzare gli eventi: non è possibile pensare di stare ad aspettare che con AlpTransit tutto parta miracolosamente da solo.”

Non è magari stata la situazione finanziaria a frenare l’intraprendenza dell’attuale Municipio?
“Bellinzona ha delle cose che deve sistemare, ma che magari nel passato sono state rimandate. Diversi dossier sono in sospeso, però bisognerebbe pianificarli, se no poi arrivano di colpo. Ora si ha l’occasione di far partire questi cantieri e sarebbe importante avviarli contemporaneamente. Mi spiego: se pensiamo magari di dovere avviare un cantiere sotterraneo per la rete di distribuzione idrica, dobbiamo anche approfittarne per modificare sopra: si impone una visione prospettica. Tutto va pianificato insieme a medio-lungo termine e non correndo dietro ai problemi mettendo una pezza dopo l’altra. Una cosa che mi sta dando fastidio è che la vecchia amministrazione, alla vigilia delle elezioni, stia già assumendo nuove persone. Già dovremo assumere i funzionari degli altri comuni e trovare loro un ruolo nella nuova amministrazione… Cos’è questa supponenza dell’attuale esecutivo nel presumere cosa avrà bisogno la nuova amministrazione?”

Il municipale uscente Soldini ci ha parlato dei risultati ottenuti grazie alla collegialità dell’attuale esecutivo. Ascoltando le argomentazioni di Del Don, si potrebbe quasi pensare che invece lei, in caso di elezione in Municipio, sarebbe pronto a partire sul piede di guerra?
“No per carità, ma le cose bisogna dirsele e dopo la campagna elettorale ci sarà comunque una condivisione e una collaborazione. Non si litiga sui giornali, altrimenti avremmo già perso. Quello che vorrei sottolineare è che la nostra grande coalizione Lega-UDC-Indip.-Noce non ha ancora mai avuto un ruolo nell’esecutivo. Credo onestamente che una visione di centrodestra possa aiutare a sbloccare la situazione di Bellinzona proprio perché finora c’è stata una prevalenza della visione liberal-socialista che ha bloccato certe innovazioni, che ora vanno fatte. Non possiamo andare avanti con le solite facce: delle forze nuove potrebbero aiutare anche nella concordanza. Se c’è qualche attrito ora, dopo il voto la volontà sarà di ragionare insieme, attorno a quelle nuove idee che vogliamo sviluppare. Per Bellinzona si chiude un periodo e forse la gente se ne sta rendendo conto…”

La sua formazione da psichiatra per quali aspetti si rende utile in politica?
“Sanità e socialità sono un po’ il versante su cui mi muovo. Il problema della sanità supera le questioni comunali, ma ho delle idee per contenere i costi. D’altra parte sono però i problemi della socialità che Bellinzona deve risolvere: le persone in assistenza devono trovare il modo di ripartire. Ci sono persone considerate nullafacenti che vanno invece aiutate a reintegrarsi nel mercato del lavoro, ma senza un ruolo istituzionale non posso fare di più. Non possiamo pensare di realizzare la “porta sud del Gottardo” o di proporre grandi iniziative culturali, per poi lasciare le famiglie in queste condizioni. Tante persone vivono al limite della decenza. Con la mia professione ho a che fare con queste situazioni quasi ogni giorno.”

OC

Redazione | 21 feb 2017 05:20

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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