Campagna anti AIDS? Banale voyerismo o, nella migliore delle ipotesi, un cerotto su una gamba di legno!

La nuova campagna anti AIDS fa discutere, e non poco! Immagini con sesso esplicito per tutti i gusti, con pose e coppie variamente assortite che non lasciano nulla all’immaginazione.
La questione è che questo ingorgo di immagini non fa altro che banalizzare il problema dell’AIDS.
Questo tipo di campagna pubblicitaria peraltro non interessa e non scandalizza proprio nessuno ed esprime solo cattivo gusto unitamente a un vuoto di idee preoccupante.
Infatti – e paradossalmente – questo tipo di campagna pubblicitaria non è neppure , a ben guardare, mera provocazione.
Magari lo fosse. La provocazione già di per se stessa rappresenterebbe un primo passo verso la giusta direzione … ma qui siamo solo di fronte al nulla, al vuoto.
Come ha giustamente ricordato Oliviero Toscani, un creativo deve essere capace di raccontare un concetto in un altro modo, deve essere capace di andare oltre gli stereotipi.
Peraltro non si tiene minimamente conto di tutti coloro che presentano esigenze diverse da quelle di coloro che, come vuol far credere la campagna in oggetto, sono sessualmente attivi. Evidentemente tutti questi cittadini non hanno nessunissima voce in capitolo in questa campagna pubblicitaria. Per non parlare del fatto che proprio coloro che sono sessualmente attivi non hanno certamente bisogno di ulteriori stimoli in tal senso. Peraltro facendo completamente astrazione del fatto che se qualcuno non fosse ancora in chiaro su come praticare certe sue fantasie e/o esigenze sessuali/erotiche/pornografiche non ha che l’imbarazzo della scelta andando direttamente a cercare in rete i prodotti che più gli aggradano … senza infastidire nessuno!
Ma il problema non è questo, evidentemente.
Il problema è semplicemente legato al fatto che in questa campagna non si focalizza e non si centra minimamente il problema di cui ci si vorrebbe invece occupare.
Infatti una recente pubblicazione dell’OMS rileva due (tre) dati importanti che qui sono stati completamente dimenticati:
1. Gli incidenti stradali, i suicidi e l’Hiv/Aids sono le tre principali cause di morte tra gli adolescenti tra i 10 e i 19 anni di età, a livello globale.
2. La depressione è, invece, la prima causa di disabilità e malattia tra i ragazzi nel mondo.
3. La relazione fra depressione e le tre principali cause di morte suindicate salta subito all’occhio a tutti … ma non all’Uff. federale della sanità pubblica, ad Aiuto AIDS Svizzero e a Salute Sessuale Svizzera, promotori della campagna in oggetto!
Non voglio farla lunga ma vorrei ricordare – per una prossima campagna pubblicitaria meno superficiale e inutile – che in questo modo non si fa altro che in-sensibilizzare gli utenti al problema e al contempo si alimenta ancora più la web dipendenza e i web abuser, così come il fenomeno dell’assuefazione e dell’indifferenza che, unitamente al venir meno del rispetto della dignità umana e dell’intelligenza dell’utente, non fa altro che portare a una sua progressiva alienazione.
Alienazione sempre più profonda che porta il cosiddetto fruitore ad essere sempre più INATTIVO, malgrado gli ipocriti tentativi di farlo passare come Attivo e regista della sua vita, sempre più passivo e incapace persino di selezionare/scegliere cosa voler guardare!
Tutto ciò non solo è inutile perché non aggiunge nulla all’informazione che già tutti hanno ma diventa mero spettacolo e voyerismo che ha effetti pericolosi e anestetizzanti nel tessuto sociale, psicologico e culturale degli utenti passivamente coinvolti!
E non voglio qui toccare il tema della tutela dei minore che assume un connotato certamente prevalente rispetto ad altri che, ancorché altrettanto garantiti, ove confliggenti con la prima devono/dovrebbero essere considerati recessivi.
Siamo quindi caduti in pieno nell’incubo di una società dello spettacolo perenne che alimenta nello spettatore un falso sé altamente strutturato, incapace di usare simboli, irrequieto, bisognoso di ricercare aspetti urtanti nella realtà in modo da poter riempire il proprio tempo di vita reagendo ad essi. Uno scenario da incubo che assomiglia o forse è lo stesso uomo post-moderno descritto da Virilio che “cronicamente eccitato dalle immagini veloci esige un sovrappiù di eccitazione” e che a sua volta assomiglia o forse è l’uomo moderno di Nietzsche che ci ricorda che “la cosa che più importa all’uomo moderno non è più il piacere o il dispiacere ma l’essere eccitato”.
Non voglio tediare nessuno e, quindi, la faccio breve e concludo una aforisma che condensa e esprime bene quanto ho riportato sopra e che dice: GLI OCCHI SONO INUTILI PER UN CERVELLO NON VEDENTE!

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Orlando Del Don

Orlando Del Don

Medico, Psicoanalista, Politico

Classe 1956, Medico, psicoterapeuta, docente, scrittore, editore. Questo blog è il mio mezzo per parlare online di società, sanita, cultura, informazione, territorio e altro ancora.

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